giovedì 30 giugno 2011

La Turchia arresta la democrazia

Rete Kurdistan Roma
sit-in venerdì 1 luglio, dalle ore 15.30
Piazza della Repubblica (Roma)

Dopo le elezioni politiche del 12 giugno, la situazione nel Paese al momento è molto tesa. Le tensioni sono aumentate in seguito alla decisione del Consiglio Supremo delle Elezioni (YSK) di dichiarare ineleggibile Hatip Dicle (del partito kurdo BDP) e respingere la richiesta di scarcerazione di altri 8 deputati (5 del BDP, 2 del CHP, 1 del MHP ) attualmente in carcere ed eletti nelle elezioni del 12 giugno. Manifestazioni pro-Kurde in tutto il Paese sono state affrontate con durezza dalla polizia. Nel corso della prima seduta della 24esima legislatura turca, circa un terzo dei deputati (171 parlamentari, 36 del BDP e 135 del CHP) non ha prestato giuramento in segno di protesta per la mancata scarcerazione di 8 parlamentari eletti.
In ogni Paese democratico anche i cittadini in stato di detenzione possono esercitare i loro diritti elettorali e ottenere l'immunità nel caso vengano eletti. La dichiarazione repressiva dell’YSK contro i deputati costituisce un fatto inedito per la Turchia, non ha precedenti nella storia del Paese.
Per questo i deputati del Blocco del BDP (Partito per la pace e della democrazia) oltre a non giurare al Parlamento si sono ritirati nella città di Diyarbakir, boicottando del tutto i lavori dell'Assemblea parlamentare finché non verrà instaurato un clima idoneo alle riforme democratiche.


Tra i deputati kurdi c’è Hatip Dicle, eletto all'Assemblea turca con ben 77.709 voti in qualità di candidato indipendente a Diyarbakır, nel blocco elettorale del Lavoro, della Democrazia e della Libertà. Dicle è impegnato da anni nell'incessante lavoro per una soluzione pacifica della questione kurda e per la democratizzazione della Turchia.
Come Rete Kurdistan Italia denunciamo l’ennesimo attacco alla società civile kurda e alle sue strutture democraticamente elette.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche - politiche, sociali, civili – e a tutti gli organi di informazione liberi e indipendenti affinché si costruisca una Campagna sia per il sostegno politico ai deputati eletti democraticamente e scippati del loro mandato parlamentare che per sollecitare e impegnare lo Stato turco in un percorso che porti ad una soluzione pacifica e democratica della questione kurda.
Riteniamo che senza il BDP e il movimento kurdo in Turchia sarebbe molto difficile stilare una cornice costituzionale in grado di soddisfare trasversalmente tutta la società turca. Rete Kurdistan Roma invita a partecipare al sit in venerdì 1 luglio, dalle 15.30, Piazza della Repubblica (Roma).