venerdì 29 ottobre 2010

Turchia, l'identità curda alla sbarra


Il 18 ottobre scorso si è aperto uno dei più grandi processi contro la società civile curda in Turchia. Al banco degli imputati erano presenti per la prima udienza al tribunale di Diyarbakir circa 150 politici e attivisti appartenenti all'organizzazione curda Koma Civakên Kurdistan (Kck).
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mercoledì 27 ottobre 2010

Turchia: processo farsa per 151 curdi

Sono in maggioranza avvocati, attivisti per i diritti umani ed amministratori e esponenti del DTP, il partito curdo disciolto dalla Corte Costituzionale turca nel dicembre 2009, gli imputati del processo di massa iniziato il 18 ottobre e che nelle intenzioni della corte dovrebbe concludersi il 12 novembre.
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Serata d’onore per le Madri della pace kurde

GIOVEDI 28 OTTOBRE 2010 - ORE 21,00
Associazione Onlus “Le case degli Angeli di Daniele”
Nell’ambito della Rassegna “Segnali di Pace 2010”
Palazzo d’Accursio - Cappella Farnese Piazza Maggiore 6, Bologna

lunedì 25 ottobre 2010

Gigantesco processo politico contro il popolo kurdo

Le Courrier, 21 ottobre 2010
di Carlo Sommaruga, Consigliere nazionale, membro di una delegazione internazionale di osservatori.

Dal 18 ottobre 2010 a Diyarbakir in Turchia 151 donne ed uomini si trovano al banco d’accusa di una gigantesca, lussouosa e risplendente nuova sala di udienza di un palazzo di giustizia di provincia particolarmente sfasciato. Sono degli amministratori locali eletti ed in carica, come Osman Baydemir, il popolarissimo sindaco di Diyarbakir, degli ex sindaci o ex deputati, degli avvocati, dei difensori dei diritti dell’uomo, dei sindacalisti, delle femministe, dei funzionari, dei pensionati tra cui un militare, dei semplici militanti.

sabato 23 ottobre 2010

Quarto giorno di udienza al processo di Diyarabakir

 Diyarbakır - 21 ottobre
Dopo la pausa nella giornata di giovedi’ il processo é ripreso oggi, venerdi’ 21, ed é al suo quarto giorno. İl BDP ha organizzato una marcia con partenza da Dağ Kapı (Porta della Montagna), la grande piazza vicino alla porta settentrionale delle mura –di fronte al Gran Güler- per le ore 10 del mattino. I partecipanti si sono riuniti davanti alle sedi del BDP del proprio distretto e poi di li’ con i pulmini si sono diretti alla piazza per l’incontro.

giovedì 21 ottobre 2010

Terzo giorno di udienza al processo di Diyarbakir

Report della delegazione italiana
"Li virim" In aula un reparto speciale di polizia antiterrorismo in aggiunta agli agenti di polizia penitenziaria. Verso le 10, dopo le perquisizioni personali oggi più approfondite del solito, entriamo nell’aula bunker. Avvertiamo immediatamente un clima assai più teso e cupo dei giorni precedenti. Il presidente apre l’udienza con l’appello degli imputati che rispondono in kurdo “li virim” “presente”.

LIBERI TUTTI - AZADÎ JI BO TEVA


18 ottobre 2010 la delegazione italiana a Diyarbakir per il processo contro la società civile kurda.
Video: YuksekovaHaber. Commento audio: euronews.net

Delegazione italiana a Diyarbakir report dalla Piazza del Municipio

Il terzo giorno del processo è stato caratterizzato da un clima molto diverso da quello dei giorni precedenti. La partenza delle delegazioni estere ha prodotto l’inasprimento delle condizioni di controllo da parte della Polizia in piazza e dei Giudici nell’aula bunker dove si svolge il processo. Nell’aula i giudici hanno assunto un atteggiamento di spregio nei confronti degli imputati e dei difensori, non decidendo neanche sulle richieste di libertà formulate il giorno precedente, senza alcuna motivazione. In piazza, invece, la polizia ha provocato apertamente i compagni che presidiavano lo spazio vicino al tribunale, permettendo ad un poliziotto infiltrato di fotografare la gente presente.

mercoledì 20 ottobre 2010

Delegazione italiana a Diyarbakir Report dal tribunale

Secondo giorno di udienza e prime interessanti schermaglie da raccontare.
Entriamo in aula e ci troviamo l’emiciclo pieno di detenuti circondati dalla gendarmeria armata. Gli avvocati sono sui due lati, su più file di piccole scrivanie. Il pubblico si trova di fronte al collegio dei Giudici coperti dai numerosi detenuti. Lo spazio per il pubblico, per i parenti e le delegazioni estere è molto ridotto in proporzione all’aula che è di circa 200 metri quadri.

martedì 19 ottobre 2010

Respinta la richiesta di difesa in lingua kurda

L'Alta Corte penale di Diyarbakir ha respinto la richiesta degli imputati del "processo KCK" a presentare la loro difesa in lingua kurda. L'atto di accusa di 7.500 pagine non sarà letto nel suo insieme ma in una versione riassunta. La decisione sulla richiesta è stata rilasciata oggi (19 ottobre). Nella seduta di questa mattina, il procuratore ha chiesto di respingere la richiesta e il consiglio di corte ha annunciato la sua decisione di conseguenza.
bianet.org

Delegazione italiana a Diyarbakir per il processo contro la società civile kurda, secondo giorno

La nostra presenza poco dopo (verso le 9,30) ha suscitato una dura reazione della polizia (abbigliata in tenuta antisommossa), che ci ha intimato di allontanarci, hanno abbassato le visiere degli elmetti e cominciato a spintonarci, a spingerci contro le transenne metalliche della strada, e, di fonte alla nostra resistenza, a stringerci ed ‘imbottigliarci’. Abbiamo risposto intonando, come ieri, “Bella Ciao”.
Stamane, come ieri mattina, ci siamo recati di fronte al Tribunale con il grande striscione colorato (“Liberi tutti” in italiano, kurdo, turco e inglese), c’era moltissima popolazione kurda, ed anche una folta presenza di giornalisti di quotidiani, televisioni, radio.
La nostra delegazione si è divisa in due gruppi: un gruppo è entrato nell’aula del tribunale, dove ha seguito direttamente lo svolgimento del processo; un altro gruppo è rimasto fuori, tra la gente; il presente comunicato si riferisce a tale secondo gruppo ed a quanto accaduto fuori del tribunale; un successivo comunicato esporrà dettagliatamente ciò che è successo dentro l’aula, qui anticipiamo solo che lo svolgimento odierno del processo ne fa una giornata di importanza ‘storica’.

Aggiornamento processo

Dalla delegazione italiana 19.10.2010 ore 12.30
Conclusa la sessione mattutina del processo. Tutti gli imputati alla presentazione hanno parlato in kurdo nonostante le ripetute richieste del presidente che invitava a parlare il turco. Solo uno di loro ha detto: "non conosco il kurdo ma mi rifiuto di rispondere a qualsiasi dimanda in turco per solidarietà con i miei compagni".

Conferenza stampa con Selhattin Demirtas, presidente del BDP


Dalla delegazione italiana a Diyarbakir 18.10. 2010 pomeriggio
Nel pomeriggio, mentre in tribunale proseguiva il processo, la piazza si riempiva di gente fino all’inverosimile fino a rioccupare il lato della strada precedentemente liberato. La polizia questa volta non è intervenuta, una parte delle squadre antisommossa e dei blindati rientravano nelle caserme. Questa volta la forza e la compostezza del popolo kurdo hanno avuto la meglio. Lasciamo la piazza dopo le ore 18 perchè impegnati in un incontro con Selhattin Demirtas.

lunedì 18 ottobre 2010

Delegazione italiana a Diyarbakir primo report


video
Video da euronews.net

Primo report da Diyarbakir
Alle 8 del mattino andiamo verso il tribunale e subito, all’imbocco di quella strada, un blindato e un pulman carico di poliziotti fanno bella mostra di sé. Il palazzo di giustizia appare completamente transennato, con i poliziotti schierati a 2-3 metri l’uno dall’altro. Di fronte due camion cisterna e altri 4 pulman carichi di poliziotti. Alla sinistra due plotoni di militari in tenuta antisommossa e altri mezzi blindati. Sugli altri lati continua il cordone di sicurezza e tutti gli ingressi e gli spazi interni del tribunale sono presidiati da centinaia di altri poliziotti.Un migliaio di persone attendono pazientemente di vedere quello che succederà fin dalle prime battute e molti provano ad entrare nell’area del tribunale ma vengono respinti.

mercoledì 13 ottobre 2010

Processo alla società civile kurda


Presidi di protesta e informazione 
Roma dalle ore 10 alle 18 Via di San Nicola de'Cesarini (largo Argentina)
Milano dalle ore 18 piazza Duomo

18 ottobre Tribunale di Diyarbakir Delegazione italiana di osservatori

Il 18 ottobre la Turchia inizia il processo a 151 dei 1.925 esponenti della società civile curda e turca arrestati nel corso della ‘operazione polizia KCK’ partita il 14 aprile 2009 e scattata in risposta alla significativa quanto schiacciante vittoria del Partito della Società Democratica (DTP) nelle elezioni amministrative del 2009 e proseguita in una escalation di violenza per tutto il 2009. Tra i processati Nedjet Atalay sindaco di Batman (città curda) eletto con oltre il 60% del consenso, l’avvocato Muharrem Erbey vice presidente dell’associazione per i diritti umani IHD, oltre a sindacalisti, attivisti, consiglieri eletti, donne, minori.

domenica 10 ottobre 2010

Appello del BDP per i processi del 18 Ottobre



ALL'OPINIONE PUBBLICA INTERNAZIONALE

PARTITO DELLA PACE E DELLA DEMOCRAZIA
Ufficio affari esteri Partito della Pace e della Democrazia
Noi come BDP richiamiamo attivisti e difensori dei diritti umani ad osservare il processo ai 151 politici kurdi e difensori dei diritti umani che iniziera' il 18 Ottobre 2010.

Il 20 dicembre 2009 piu di 80 persone collegate al Partito della Pace e della Democrazia (BDP o Barış ve Demokrasi Partisi) nonche' difensori dei diritti umani e membri di ONG sono state arrestate in tutta la Turchia. Il 28 dicembre altre 24 persone sono state arrestate a Van e Batman, citta' a maggioranza kurda nel sud est della Turchia. Il Partito della Pace e della Democrazia e' il partito successore del recentemente disciolto Partito della Societa' Democratica (Demokratik Toplum Partisi o DTP).



venerdì 8 ottobre 2010

18 ottobre 2010 Processo alla società civile kurda


en.firatnews 1.925 persone prese in custodia, 863 arresti dal 14 aprile 2009
E' passato quasi un anno da quando ben 2.000 politici curdi sono stati messi in custodia cautelare con accuse relative a 'terrorismo'. In realtà l'operazione che ebbe il suo culmine l’11 dicembre 2009 con la messa al bando del DTP (Partito della società democratica), aveva lo scopo di eliminare (mettendoli in carcere), i rappresentanti politici curdi e i membri delle organizzazioni della società civile, proprio quando questi erano mobilitati per una soluzione pacifica della questione curda.

mercoledì 6 ottobre 2010

15 membri del BDP arrestati a Istanbul

Istanbul, la polizia turca ha perquisito 17 abitazioni di membri e attivisti del BDP (Partito della società democratica), 15 di questi sono stati arrestati.
en.firatnews

lunedì 4 ottobre 2010

COMUNICATO STAMPA DEL KCK



Egregi rappresentanti della stampa,
È ormai noto che una delle questioni principali presenti in Medio Oriente è la questione kurda. La situazione di conflitto e di mancata soluzione della questione kurda ha portato, e continua a portare, gravi sofferenze al nostro popolo. La situazione alla quale siamo arrivati ci obbliga a trarre delle conclusioni serie e di lavorare per una soluzione definitiva. Pensiamo che siamo più vicini che mai ad una soluzione della questione kurda. Ciò è dovuto a motivi di carattere storico, politico. È patrimonio comune che negli ultimi 18 anni il nostro leader, Abdullah Ocalan, abbia fatto gravi sforzi per la risoluzione democratica e pacifica della questione kurda e il nostro Leader ha anche una grande importanza per quello che stiamo per annunciare adesso.

sabato 2 ottobre 2010

Kurdistan la Gaza turca

Dall’aprile del 2009 ad oggi sono oltre 2000 gli esponenti della società civile, del mondo politico e sindacale kurdo posti in stato di arresto in Turchia.
lombardia.indymedia.org

venerdì 1 ottobre 2010

Trentadue persone arrestate in provincia di Urfa

Diha - Trentadue persone per lo più politici curdi sono stati arrestati dopo le perquisizioni nell'ambito di operazione contro KCK nel centro di Urfa e nei villaggi di Ceylanpınar, Viranşehir e Siverek.
Sono stati perquisiti  la sede del il BDP di Urfa , la redazione di Azadiya Welat, unico quotidiano in lingua curda in Turchia, Harran University Student Association (HÜÖDER), la casa del Sindaco Ethem Şahin e la casa di Mikail Gözek, direttore del Centro Culturale di Urfa.