venerdì 23 novembre 2012

Demirtaş: tempo per il dialogo

ANF / ANKARA - Intervenendo martedì durante l´incontro di gruppo del suo partito, il co-presidente del Partito per la Pace e la Democrazia Selahattin Demirtaş ha elencato tre passaggi fondamentali da effettuare a breve termine per evitare problemi in futuro: la fine dell´isolamento di Abdullah Öcalan, un pacchetto di modifiche riguardanti la democratizzazione ed un processo trasparente di negoziati. Demirtaş ha cominciato il suo discorso ringraziando tutti coloro che hanno sostenuto i detenuti in sciopero della fame ed il leader kurdo Abdullah Öcalan per aver effettuato un´appello in favore di una soluzione. “Siamo riusciti ad evitare decessi all´interno delle carceri ma le persone continuano a morire all´esterno”, ha dichiarato, sottolineando che sono state create importanti opportunità nel suggerire una nuova ricerca di una soluzione durante lo sciopero della fame. Ha rimarcato che questa protesta è stata causata dall´isolamento imposto al leader kurdo Öcalan, dal forte linguaggio utilizzato dalle autorità governative, dagli attacchi alle manifestazioni, dagli arresti e dalle detenzioni e anche dai processi ideologici in tribunale e dalla negazione del diritto alla difesa in lingua madre. “Adesso che la legittimità delle richieste evidenziate è stata accettata da parte di ogni gruppo, è compito di tutti effettuare una dichiarazione di intenti per la soddisfazione di queste richieste senza alcun ritardo”. “Chiedere la fine dell´isolamento ad Imralı significa chiedere la pace ed i negoziati” e ricordando il recente appello di Öcalan in favore della fine dello sciopero della fame, ha affermato: “La corretta comprensione del suo messaggio potrebbe portare ad una soluzione che gioverebbe a tutti. La fine dello sciopero della fame non deve far cessare il dibattito sulla democrazia e la pace che, senza dubbio, gioverebbe a tutti i gruppi del paese. Ci aspettiamo che il Governo intraprenda passi più coraggiosi che saranno sostenuti anche da parte nostra e che non badi a coloro che considerano i passi per la democratizzazione una ritirata o una concessione. E´ arrivato il tempo del dialogo e del compimento di azioni urgenti”. Riferendosi alle critiche sulla protesta in carcere (“Non c´è bisogno di effettuare uno sciopero della fame poichè in Turchia tutte le strade democratiche sono agibili”), Demirtaş ha richiamato l´attenzione sul “sistema a partito unico, la soglia di sbarramento elettorale del dieci per cento, gli impedimenti alla libertà di espressione e manifestazione, le pressioni sulla stampa libera e democratica” come maggiori ostacoli alle politiche democratiche. Inoltre ha rimarcato che il Governo turco dovrebbe smettere di giocare alla democrazia e dovrebbe iniziare a produrre soluzioni per i suoi problemi interni prima di trovarne per la questione siriana e palestinese.

mercoledì 21 novembre 2012

Rompiamo il silenzio!

Servizio Civile Internazionale • Laboratorio 53 • SenzaConfine • Uiki presentano:
Giovedì 29 novembre 2012
KURDISTAN ROMPIAMO IL SILENZIO
Un'identità e una lingua negata 26.939 violazioni dei diritti umani nei primi 9 mesi del 2012 
69 giorni di sciopero della fame per 700 prigionieri politici kurdi
h. 19.00 Apericena Kurda h. 20.00 Filmati e Testimonianze sullo sciopero della fame in Kurdistan presso LA CITTA DELL'UTOPIA via Valeriano 3/F Metro San Paolo
www.lacittadellutopia.it

Erdoğan ha ammesso l´influenza di Öcalan sullo sciopero della fame

Parlando con Fikret Bila, giornalista del quotidiano Milliyet, il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdoğan ha accennato ai colloqui con il leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) Abdullah Öcalan, ammettendo che il suo appello è stato efficace in favore della fine dello sciopero della fame, intrapreso dai prigionieri politici all´interno delle carceri turche. Riferendosi all´incontro di sabato scorso di Mehmet Öcalan con il leader kurdo, Erdoğan ha affermato che è stato quest´ultimo a rifiutare di vedere la sua famiglia finora, ed è stato lui stesso a chiedere di vedere suo fratello questa volta. Quando gli è stato domandato se Öcalan avrebbe mandato lo stesso messaggio nel caso fosse stato in grado di incontrare prima suo fratello, Erdoğan ha risposto: “Nonostante i problemi esistenti riguardo al fatto degli incontri con i suoi avvocati, abbiamo sempre affermato che era in grado di incontrare la sua famiglia senza andare incontro a nessun ostacolo legale. Quindi il suo rifiuto di incontrare la famiglia in precedenza non era in relazione con nessun tipo di impedimento da parte nostra”. Alla domanda sulla possibilità di accordi tra lo stato ed Öcalan in cambio del suo appello riguardante la fine dello sciopero della fame, Erdoğan ha risposto di non avergli promesso niente a riguardo ed ha aggiunto: “Intendiamo risolvere la questione kurda dal momento in cui abbiamo ottenuto il potere e la stiamo affrontando alla luce di una diversa prospettiva dal 2005, quando abbiamo abbandonato le politiche di negazione ed assimilazione dirette contro i Kurdi, che adesso consideriamo e chiamiamo nostri fratelli e sorelle”. Erdoğan ha dichiarato che il suo partito AKP sta investendo nei campi socio-economico, psicologico e diplomatico all´interno della regione kurda. Quando gli è stato chiesto se il recente incontro indichi un nuovo processo di negoziati con Öcalan, Erdoğan ha risposto: ”Quando ha richiesto un incontro, lo abbiamo permesso. I colloqui con Imralı, e mi riferisco ad Öcalan, potrebbero ricominciare attraverso il nostro strumento principale, vale a dire il Servizio Nazionale di Intelligence. Non ci vediamo niente di male nel farlo poiché il punto principale è risolvere il prolema”. Intervenendo lunedì ad una conferenza stampa congiunta insieme al Presidente cileno Sebastian Pinera, anche il Presidente turco Abdullah Gül ha espresso la sua soddisfazione in merito alla fine dello sciopero della fame all´interno delle carceri turche, avvenuto senza decessi ed ha affermato che è giunto il tempo per un dibattito parlamentare al fine di accelerare gli sforzi per una risoluzione della questione kurda in Turchia, che dura ormai da decenni. Gül ha sostenuto che la popolazione in Turchia puó facilmente esprimere anche la più estrema delle sue opinioni ed ha aggiunto che i problemi dovrebbero essere risolti senza ricorrere alla violenza. ANF / ANKARA

Ció che Abdullah Öcalan ha detto a suo fratello

Mehmet Öcalan ha affermato di essere stato condotto sull´isola di Imrali tramite traghetto, lo stesso traghetto definito “non funzionante” da oltre un anno. Il messaggio che il leader kurdo ha consegnato al fratello è il seguente, secondo quanto riportato dall´agenzia DIHA: “Vi sto facendo appello da qui per chiedervi di cessare adesso gli scioperi della fame. Quest´azione ha raggiunto i suoi obiettivi”. Il fratello di Abdullah Öcalan ha dichiarato: "Ho potuto incontrare mio fratello, a cui non è stato permesso di vedere i suoi avvocati da più di quindici mesi, per circa 45 minuti. E´ stato un incontro faccia a faccia e abbiamo ovviamente parlato dello sciopero della fame. Tutti sanno che solo il leader Apo puó farlo cessare”. Öcalan ha ripetuto a suo fratello che “lo sciopero della fame ha raggiunto i suoi obiettivi. Quest´azione è molto significativa per me. E poichè è stata condotta all´interno delle carceri lo è ancora di più”. Nel suo messaggio, Öcalan ha anche affermato che invece “di basarsi sulle persone in carcere per condurre azioni di protesta” sarebbe necessario “che agissero le persone all´esterno. Dovete condurre le persone in strada nelle città, in particolare a Diyarbakir e in altri grandi ed importanti luoghi”. Ha inoltre affermato di disapprovare lo sciopero della fame e che “quest´azione se intrapresa, dovrebbe essere effettuata dalle persone all´esterno del carcere”. Öcalan ha anche parlato con suo fratello dei Kurdi siriani e degli ultimi sviluppi della situazione nella regione. "Mando i miei saluti al popolo kurdo in tutte le zone del Kurdistan. I Kurdi siriani non possono risolvere i problemi della Siria solamente conquistando sei città. Devono essere cercati e costruiti contatti con Arabi, Ebrei, Cristiani e tutte le popolazioni della Siria. Devono muoversi tutti insieme. In questo modo, l´autonomia raggiungerà il suo pieno significato. E´chiaro che né Bashar Assad nè l´FSA (Esercito Siriano Libero) possono rendere libera la popolazione che vive in quel luogo. Gli scontri vissuti in quella zona sono molto pericolosi. L´autonomia democratica puó essere significativa se sviluppata da tutte le popolazioni della Siria”. ANF / NEWS DESK

domenica 18 novembre 2012

I prigionieri politici kurdi cessano lo sciopero della fame

In un comunicato scritto per conto dei detenuti appartenenti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e al Partito per la Liberazione delle Donne del Kurdistan (PAJK), Deniz Kaya ha annunciato oggi che essi metteranno fine alla loro protesta in risposta all’appello del leader del PKK Abdullah Öcalan. Il leader kurdo Öcalan ha inviato il messaggio tramite suo fratello Mehmet Öcalan, incontrato ieri sull’isola di Imralı. La co-presidente del Partito per la Pace e la Democrazia (BDP) Gültan Kışanak, i deputati Sabahat Tuncel, Sırrı Süreyya Önder e la co-presidente del Congresso della Società Democratica (DTK) Aysel Tuğluk si sono perciò recati urgentemente presso le due carceri di Diyarbakır per trasmettere l’appello di Öcalan. La Kışanak ha annunciato oggi che 447 detenuti all’interno del carcere di tipo D di Diyarbakır hanno cessato lo sciopero della fame durante le prime ore della mattinata e che anche i detenuti all’interno del carcere di tipo E annunceranno la loro decisione oggi. I detenuti che hanno messo fine alla loro protesta stanno ricevendo cure in carcere mentre coloro che necessitano di ulteriori trattamenti medici verranno trasportati all’ospedale regionale di ricerca, sotto la supervisione della Camera dei Medici di Diyarbakır. Anche altri diciotto detenuti, che hanno cessato la loro protesta all’interno del carcere chiuso di tipo E di Siirt, sono stati trasportati all’ospedale statale di Siirt.  ANF / NEWS DESK

venerdì 16 novembre 2012

Arcidosso: iniziativa a sostegno dei detenuti kurdi

ARCIDOSSO – PIAZZA INDIPENDENZA dalle ore 10 di SABATO 17 NOVEMBRE alle ore 19.00 di DOMENICA 18 NOVEMBRE
I prigionieri politici kurdi in sciopero della fame da più di due mesi! Centinaia di detenuti politici nelle carceri turche, per la maggior parte kurdi, hanno dato inizio il 12 settembre 2012 ad uno sciopero della fame irreversibile e a tempo indeterminato per chiedere l’eliminazione degli ostacoli riguardanti l´istruzione scolastica e la possibilità di difesa durante i processi in lingua madre, il rispetto dei diritti democratici della popolazione kurda e la libertà del loro leader, Abdullah Öcalan, come percorso verso una soluzione pacifica della questione kurda in Turchia.

lunedì 12 novembre 2012

Turchia, 700 detenuti curdi in sciopero della fame da 60 giorni

Centinaia di detenuti politici nelle carceri turche, per la maggior parte kurdi, hanno dato inizio il 12 settembre 2012 ad uno sciopero della fame a tempo indeterminato per chiedere l’eliminazione degli ostacoli riguardanti l´istruzione scolastica e la possibilità di difesa durante i processi nella propria lingua madre, il rispetto dei diritti democratici della popolazione kurda e la libertà del loro leader, Abdullah Öcalan, come percorso verso una soluzione pacifica della questione kurda in Turchia. leggi tutto su altracitta.org

60° giorno di sciopero della fame

Sette membri del principale partito curdo il BDP hanno aderito allo sciopero della fame illimitato attuato dai prigionieri politici kurdi da circa due mesi.  Il numero degli scioperanti ha raggiunto 10.000 dal 5 novembre, rendendolo il più grande sciopero della fame collettivo mai attuato. "Siamo molto preoccupati. Se non si trova rapidamente una soluzione per evitare la morte degli scioperanti, sarebbe una macchia nera nella storia della Turchia ", ha dichiarato Gultan Kisanak, co-presidente del BDP, nel corso di una conferenza stampa in provincia di Diyarbakir, Kurdistan della Turchia.

mercoledì 7 novembre 2012

Raddoppiate le azioni in supporto dello sciopero della fame

Scioperi della fame simbolici e cortei sono stati organizzati in tutta la Turchia in occasione del 55° giorno di protesta dei prigionieri politici kurdi nelle carceri turche. Lunedì 5 Novembre, diecimila detenuti appartenenti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), al Partito per la Liberazione delle Donne del Kurdistan (PAJK) ed all´Unione delle Comunità Kurde (KCK) all´interno di 72 carceri hanno aderito allo sciopero della fame a tempo indeterminato e irreversibile, cominciato da circa 70 persone in 7 carceri il 12 Settembre e che si è diffuso nelle settimane seguenti a 39 carceri coinvolgendo oltre 600 scioperanti. Attualmente solo i detenuti anziani, malati e minorenni del PKK, del PAJK e del KCK non sono coinvolti nella protesta.

Roma: rifugiati kurdi oggi davanti al parlamento

I rifugiati politici kurdi consegnano ai parlamentari italiani un dossier sullo sciopero della fame in corso nelle prigioni turche
Oggi 7 novembre 2012 una delegazione di rifugiati politici kurdi presenti in Italia nel corso di un presidio davanti alla Camera dei Deputati a Roma è stata ricevuta dal senatore Pietro Marcenaro, presidente della Commissione per i diritti umani del Senato e dall'onorevole Furio Colombo, presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, ai quali hanno consegnato un dossier aggiornato sulla drammatica situazione dei detenuti politici kurdi e turchi in sciopero della fame a oltranza, giunto al 57° giorno. L'estrema protesta, iniziata il 12 settembre scorso, è stata attuata per chiedere il riconoscimento della lingua kurda a livello ufficiale, il rilascio di Abdullah Öcalan dal totale isolamento cui è sottoposto da 15 mesi, e l'inizio di un negoziato che porti a una soluzione politica della questione kurda. I rifugiati hanno chiesto inoltre ai due parlamentari di intraprendere azioni concrete affinchè l'Italia si mobiliti e faccia pressione sul governo turco, che continua a ignorare le legittime richieste del popolo kurdo, proseguendo nella repressione di ogni forma di dissenso attraverso la carcerazione di centinaia di politici, intellettuali, sindacalisti, studenti, donne. Roma, 7 novembre 2012

martedì 6 novembre 2012

Mozione sullo sciopero della fame al Parlamento britannico

Dodici parlamentari inglesi hanno firmato una mozione sullo sciopero della fame in corso nelle carceri turche. Promossa dal parlamentare Jeremy Corbyn, la mozione riporta: “Questa Camera nota che il 25 Ottobre 2012 lo sciopero della fame dei detenuti kurdi in Turchia ha raggiunto il suo 43o giorno; inoltre, 63 prigionieri politici kurdi sono in sciopero della fame fin dall´inizio e centinaia d´altri hanno ora aderito alla protesta; la Camera osserva che le richieste degli scioperanti includono il rilascio di Abdullah Öcalan, allo scopo di negoziare una soluzione politica alla questione kurda, ed il riconoscimento del diritto alla lingua kurda nella sfera pubblica; inoltre si sottolinea che la Federazione Kurda del Regno Unito ha inviato una lettera al Primo Ministro chiedendo al Governo di fare tutto quanto in suo potere per esercitare pressione politica sul governo turco, affinchè la questione kurda sia risolta; secondo quanto riportato, il Ministro della Giustizia turco ha incontrato alcuni degli scioperanti ed è sua speranza che quest´azione significativa rappresenti un passo del governo turco per soddisfare i diritti fondamentali della popolazione kurda; la Camera invita il Governo a fare tutto il possibile per sostenere i diritti del popolo kurdo in Turchia”.  ANF / LONDRA
ANF NEWS AGENCY

lunedì 5 novembre 2012

55° giorno di sciopero della fame

Oggi è stato il 55 ° giorno di sciopero della fame in Turchia, attuato dai militanti del KCK (Unione delle Comunità del Kurdistan). Il KCK include membri dei gruppi di resistenza armata del PKK e PJAK, accanto a politici kurdi, sindacalisti, giornalisti, studenti, avvocati e attivisti dei diritti umani. Nonostante vi siano circa 776 prigionieri attualmente in sciopero della fame a oltranza, e si registrano episodi di disobbedienza civile in tutte le aree del Kurdistan e in Europa, è praticamente nulla la copertura dei media occidentali su questa tragica ed estrema protesta. Questo sciopero della fame è iniziato in un momento di forte repressione dello Stato turco contro i kurdi e il KCK, dall'ottobre del 2010 sono in corso processi di massa, 7.748 persone sono state imprigionate e oltre 3.800 sono state arrestate durante le operazioni contro il KCK negli ultimi nove mesi.