mercoledì 19 settembre 2012

Nuova condanna per la parlamentare Tuncel

La deputata di Istanbul del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) Sebahat Tuncel è stata condannata a otto anni e nove mesi di carcere da un tribunale di Istanbul con l´accusa di appartenenza al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Il tribunale ha emesso anche un divieto internazionale di viaggio nei confronti della deputata. Sebahat Tuncel era stata incarcerata per appartenenza al PKK e rilasciata dopo essere stata eletta parlamentare nel 2007. ANF / ISTANBUL

martedì 18 settembre 2012

Più di 30 sindaci kurdi in carcere

www.actukurde.fr - Nove membri del principale partito kurdo il BDP ed un sindaco sono stati incarcerati domenica 16 settembre, mentre il presidente del BDP di Elazig è entrato in coma dopo un attacco da parte di un gruppo razzista. La polizia turca ha condotto una perquisizione nell'edificio BDP e nei locali del Comune di Karliova nella regione di Bingol arrestando 28 persone tra cui il vice sindaco Selim Yildirim. Dopo tre giorni di fermo di polizia, nove di loro sono stati arrestati per "sostegno a un'organizzazione terroristica", un'accusa solitamente usata contro i kurdi e tutta l'opposizione. Il 5 aprile, il sindaco di Karliova Ferit Celik fu imprigionato per lo stesso motivo. Migliaia di membri del BDP, tra cui sei parlamentari e più di 30 sindaci sono ora dietro le sbarre. Il leader del BDP di Elazig, Turan Çelik è stato vittima di un linciaggio da parte di un gruppo di nazionalisti, incoraggiati e protetti dalle autorità, è in coma. I nazionalisti turchi godono di totale impunità nel paese in cui sono considerati "patrioti". Da metà agosto, almeno dodici edifici del partito kurdo BDP hanno subito attacchi razzisti. Il linciaggio razzista si è verificato dopo un attentato ai danni della polizia. Almeno otto poliziotti turchi sono stati uccisi il 16 settembre a Karliova, quando una bomba è esplosa nel loro veicolo. Nove agenti di polizia sono rimasti feriti nell'esplosione. Erano membri delle forze speciali che hanno partecipato agli arresti di massa contro il sindaco e i membri del BDP di Karliova.

Questa era Hasankeyf

Comincia oggi la campagna di raccolta fondi per finanziare le spese di post-produzione del film-documentario "THIS WAS HASANKEYF" (Questa era Hasankeyf) che racconta della città e del popolo di Hasankeyf, cittadina del Kurdistan turco che rischia di scomparire sott'acqua.

sabato 15 settembre 2012

Terzo giorno del processo contro 44 giornalisti kurdi

Il terzo giorno del processo contro 44 giornalisti kurdi (36 sono in carcere dal Dicembre 2011) si è visto testimone di forti proteste: gli avvocati hanno abbandonato l´aula d´udienza ed i giornalisti si sono legati la bocca con una fascia nera per condannare la negazione da parte della Direzione del Tribunale all´auto-difesa in lingua kurda. La Direzione ha aggiornato il processo al 12 Novembre ed ha ordinato che le prossime udienze vengano tenute presso il Tribunale di Silivri ad Istanbul. La detenzione dei giornalisti sarà valutata dopo l´assunzione del parere del procuratore riguardo alla loro situazione. La Direzione ha anche rigettato la richiesta dell´avvocato Ümit Sisligün di far parte della difesa, in base al fatto che lo stesso è processato nell´ambito dell´operazione KCK (Unione delle Comunità Kurde) contro gli avvocati. Il processo, tenutosi in concomitanza col trentaduesimo anniversario del colpo di stato militare del 12 Settembre 1980, continua senza nessun progresso: le udienze presso la Quindicesima Alta Corte Penale di Istanbul non andranno avanti a causa della situazione di stallo provocata dalla richiesta di esprimersi in lingua madre da parte degli imputati. Mercoledì infatti, la Direzione ha rigettato ancora una volta la richiesta a riguardo degli avvocati della difesa, rifiutando anche il servizio di traduzione dal kurdo e l´ammissione del pubblico in aula. In risposta, gli avvocati hanno lasciato la sala dichiarando che non giocheranno il ruolo di “marionette di fronte alla corte, che processa le persone sull´onda del colpo di stato del 12 Settembre”. Anche i giornalisti sotto processo hanno protestato contro la Direzione, bendandosi la bocca e voltandole le spalle mentre applaudivano. I gendarmi in seguito li hanno condotti fuori dall´aula, dopo una lite di breve durata causata dal tentativo di questi ultimi di attaccare la protesta. ANF / ISTANBUL ANF NEWS AGENCY

Mirella Galletti

Kurdistan Tribune- Mirrella Galleti, una delle migliori amiche della nazione curda, è morta. Mirella è nata nella città di Bologna in Italia. Nel 1974 si è laureata scrivendo una tesi sulla cultura e la struttura politica curda, e divenne professoressa di storia. Mirrella ha effettuato diversi viaggi in Kurdistan negli anni '80 e '90. Ha scritto spesso sulla situazione curda e ha svelato in Occidente la vera vita e la lotta della nazione curda. Era una cara amica dello storico Kamal Ahmad Mazhar. Mirrella ha dedicato la sua vita alla causa del popolo curdo e così la ricordiamo. Kurdistan Tribune 14 Settembre 2012

giovedì 13 settembre 2012

Processi ai giornalisti in Turchia: appello della Fnsi

“Il sindacato unitario dei giornalisti italiani, insieme alla Federazione Europea, rilancia l’allarme per la durissima pressione alla quale è sottoposta la libertà d’informazione in Turchia. La Fnsi fa appello alle testate italiane perché incrementino la loro attenzione e facciano sentire forte la voce dell’opinione pubblica internazionale in favore della libera informazione. Al governo del nostro Paese il sindacato chiede una volta di più di sollecitare le istituzioni europee ad una iniziativa unitaria e incisiva. Gli eventi giudiziari di questi giorni compongono infatti un quadro drammatico. E’ giunto al terzo giorno a Istanbul il processo a carico di 44 giornalisti, in gran parte di origine curda, in carcere da dicembre con l’accusa di terrorismo. Sono per lo più giornalisti di “Ozgur Gundem”, il quotidiano curdo che a marzo si era visto bloccare la pubblicazione per un mese e che negli Anni Novanta era stato costretto a chiudere dopo l’uccisione di molti dei suoi redattori. Gli avvocati dei giornalisti in carcere hanno denunciato in queste ore pesanti limitazioni all’esercizio dei diritti della difesa nel processo. Intanto a Diyarbakir, la città più importante del Kurdistan turco, si svolgerà domani la nuova udienza del processo contro Bedri Adanir, che aveva lanciato la pubblicazione di un giornale redatto dagli stessi giornalisti in carcere. Bedri Adanir è il collega curdo “adottato” dalla Fnsi, così come altri sindacati europei hanno fatto con altri giornalisti turchi in carcere. All’udienza sarà presente anche Arne Koenig, il Presidente della Efj, la Federazione Europea dei Giornalisti impegnata da mesi in una campagna di solidarietà. “ Il governo turco sappia - ha detto - che seguiamo da vicino questi casi e ne riferiamo alle organizzazioni internazionali. L’importante ruolo turco nella crisi siriana non può mettere in ombra quello che la Turchia sta facendo contro le voci critiche in patria”. E la Federazione Europea sarà anche ad Istanbul venerdì, quando si terrà la nuova udienza del processo a carico dei giornalisti di Oda Tv. In questo quadro drammatico, l’informazione e le istituzioni italiane hanno da esercitare ruoli differenti ma egualmente importanti. Passa anche dalla difesa dei diritti civili più elementari l’affermazione di una idea diversa dell’Europa: un’Europa che non sia tenuta insieme soltanto dalle regole dell’economia”. FNSI

mercoledì 12 settembre 2012

Şerzan Kurt ucciso dalla polizia

ANF NEWS AGENCY - Ömer Kurt, padre dello studente universitario ventunenne Şerzan Kurt ucciso dalla polizia nella provincia occidentale di Muğla nel Maggio 2010, ha reagito duramente in seguito al rilascio dell’ufficiale di polizia colpevole dell’accaduto. Alla diciottesima udienza venerdì presso la Prima Alta Corte Penale di Eskişehir hanno partecipato i genitori di Kurt e la deputata di Batman del Partito della Pace e della Democrazia (BDP) Ayla Akat. La corte ha condannato il poliziotto Gültekin Şahin (45) ad otto anni di carcere ma in seguito lo stesso è stato rilasciato, in considerazione del fatto che fino ad oggi aveva già scontato una pena di due anni e mezzo. “La giustizia ci ha girato le spalle”, ha dichiarato Ömer Kurt in un’intervista ad ANF svoltasi dopo l’udienza. “Ci hanno strappato il cuore prima uccidendo nostro figlio e poi rilasciando il suo assassino. Non abbiamo fiducia nella magistratura perché gli assassini vengono rilasciati se si tratta di ufficiali dello stato. Questo è ciò che sta accadendo da molti anni a questa parte. Circa 35 giovani sono stati uccisi dalla polizia dopo la morte di Şerzan ma nessuno è stato processato finora”. Considerando il caso di Şerzan Kurt come “riguardante la società”, il padre ha affermato: “Per questa ragione, i magistrati non hanno ferito solamente la mia coscienza ma anche quella della società. Şerzan era uno studente inerme, ucciso in mezzo alla strada sotto gli occhi di tutti. Hanno finto di condannare l’assassino ma in realtà non è successo nulla. Non vedo veramente luce alla fine del tunnel”. La deputata del BDP Ayla Akat, intervistata a sua volta da ANF, ha valutato il rilascio dell’assassino di Şerzan come un’indicazione del fatto che l’AKP non ricerca in nessun modo la giustizia e la democrazia. “In qualità di attivisti per i diritti umani, di studenti, socialisti e Kurdi, abbiamo lottato nel corso degli ultimi due anni e mezzo per veder rispettata la giustizia ma oggi abbiamo visto che la cosiddetta ‘democrazia avanzata‘ dell’AKP porta a questo tipo di conseguenze”, ha dichiarato la Akat, sottolineando che la condizione di impunità è diventata un’esperienza pratica in Turchia quando si tratta di commettere crimini contro i kurdi. “La Turchia è diventata uno stato dove gli stupratori e gli assassini sono rilasciati mentre coloro che pensano e scrivono sono condotti in carcere”. “I kurdi e i gruppi d’opposizione non hanno più fiducia nella magistratura turca”, ha rimarcato la Akat, ricordando le più recenti dichiarazioni del Primo Ministro che ha affermato di aver incaricato la magistratura di rimuovere l’immunità parlamentare dei deputati del BDP. “Ad ogni modo, non metteremo mai termine alla nostra lotta per la giustizia”. L’avvocato Mehmet Tursun, padre di Baran Tursun a sua volta ucciso dalla polizia nella provincia occidentale di İzmir, ha dichiarato che la magistratura turca sta cercando di far abituare le persone al rilascio degli assassini. ANF / ESKISEHIR

Processo ai giornalisti kurdi

ANF NEWS AGENCY - La prima udienza del processo contro i membri della stampa kurda si terrà presso la Quindicesima Alta Corte Penale di Istanbul il 10 Settembre. Sembra che il processo si diriga verso acque pericolose, poichè i giornalisti saranno giudicati in base alle notizie che hanno scritto o riportato. 44 giornalisti sono stati processati dal Dicembre 2011, nel contesto della cosiddetta operazione KCK (Unione delle comunità Kurde). 36 di loro rimangono in custodia, nonostante la mancanza di qualsiasi prova criminale confermata. Sono accusati di sospetta “leadership ed appartenenza ad un’organizzazione illegale”. Le loro notizie riguardanti l’ambiente, il lavoro, la politica, la condizione femminile, la vita, la cultura, l’arte e gli sviluppi quotidiani sono state considerate come prove nell’accusa formulata dal Pubblico Procuratore Bilal Bayraktar ed accettata dalla Corte di Istanbul l’11 Maggio. Nell’accusa costituita da 800 pagine, 32 giornalisti sono accusati di essere a capo di un’organizzazione illegale e 12 altri di appartenenza ad essa. Le accuse sono basate sulle dichiarazioni di 4 testimoni segreti e sei informatori; è notevole il fatto che uno dei primi, “Batuhan Yıldız”, ha fornito la sua testimonianza contro i giornalisti 13 giorni dopo il loro arresto. L’accusa contiene oltre 300 pagine di notizie pubblicate e circa 100 pagine riguardanti “la storia del PKK-KCK e le Attività della Stampa”. La maggior parte degli organi di stampa kurdi, come l’agenzia Fırat News, l’agenzia Dicle News, il giornale Özgür Gündem, Roj Tv,Nuçe Tv, il giornale Azadiya Welat, sono definiti come “organi di stampa del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan)”.  Le interviste dei giornalisti, i rapporti e le conversazioni telefoniche sono state presentate come prove relative a queste accuse. Anche Le notizie pubblicate dall’agenzia Fırat News (ANF) hanno subito la stessa sorte. Si afferma inoltre che anche le trasmissioni di Roj Tv che riportano il numero delle vittime nei conflitti mirino a provocare la popolazione. L’accusa sostiene anche che l’intervista al co-presidente del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) Selahattin Demirtaş, le notizie sulle tavole rotonde del BDP e quelle riguardanti i mancati incontri di Öcalan con gli avvocati sono da considerarsi come collegamento della stampa kurda ad “un’organizzazione terroristica”, con riferimento al PKK.  Gli avvocati considerano le querele uno scandalo legale; tra loro Sinan Zincir sottolinea che si tratta di un documento cospirativo redatto dal Governo, non di un’accusa. “Senza questi membri della stampa libera, che hanno pagato un alto prezzo per venti anni a causa del loro mestiere, la verità non verrebbe a galla”, ha dichiarato Zincir, valutando le incriminazioni come una prova della mentalità rancorosa verso i rappresentanti della stampa kurda; le stesse violano le norme del Diritto Penale Contemporaneo, del Codice Penale Turco ed anche della Legge Anti-Terrorismo. “Questa è la pratica di una legge ostile, non un processo”. Secondo la Piattaforma per la Libertà dei Giornalisti Incarcerati, 97 giornalisti, tra cui 19 editori, sono attualmente dietro le sbarre all’interno delle carceri turche e la maggioranza è rappresentata da persone di origine kurda. 180 giornalisti sono stati incarcerati negli ultimi tre anni e quasi 600 membri della stampa affrontano procedimenti legali. ANF / ISTANBUL

mercoledì 5 settembre 2012

Negato l'accesso alle zone di guerra

Sindaci, membri del BDP e di organizzazioni di sinistra della regione di Sirnak si sono visti negare il permesso di visitare la città di Beytüşşebap dove da alcuni giorni sono in corso scontri e operazioni militari. Il gruppo è stato fermato con la forza da poliziotti in borghese che hanno istituito una barricata con decine di veicoli blindati sulla via d'entrata alla città. Alla delegazione è stato negato il permesso di lasciare Şırnak. ANF ​​/ Sirnak

Guerra in Kurdistan

In un comunicato sulle azioni simultanee della guerriglia il 2 Settembre nella cittadina di Beytüşşebap (Elkê), vicino a Şırnak (Şirnex), l´Ufficio Stampa delle Forze di Difesa del Popolo HPG-BIM ha riportato che 54 soldati e poliziotti sono stati uccisi ed oltre 50 sono stati feriti. Il comunicato delle HPG ha sottolineato che a Beytüşşebap è stata lanciata una “operazione rivoluzionaria”, risalente alle 22.00 ora locale di domenica; “Le nostre forze hanno preso di mira le basi militari di Bayrak, Bêboskê e Çeper e se ne sono impossessate, così come accaduto anche con tutti gli edifici ed i punti di sicurezza della polizia e delle squadre per le operazioni speciali e gli altri edifici dello stato”. Le HPG-BIM hanno dichiarato che i guerriglieri si sono impadroniti di tutte le colline intorno alla cittadina e vi hanno innalzato le loro bandiere; tutte le strade nei pressi sono sotto il loro controllo dall´inizio della “operazione rivoluzionaria”.  “Anche l´ufficio del Governatore della città è stato posto domenica sotto controllo e perquisito minuziosamente; un ponte tra Beyüşşebap e Şırnak è stato fatto saltare dai guerriglieri che effettuavano controlli stradali nell´area dall´inizio delle operazione”. Le HPG hanno abbattuto un elicottero di tipo Skorsky e ne hanno danneggiati altri due in un attacco durante il trasporto dei corpi dei soldati deceduti dall´area degli scontri nelle prime ore della mattinata del 3 Settembre. Le HPG-BIM hanno inoltre affermato che l´esercito turco, impossibilitato nelle manovre terrestri, sta bombardando in modo casuale i dintorni della cittadina. Quattro guerriglieri hanno perso la vita negli scontri; le informazioni dettagliate sulle vittime saranno pubblicate al più presto. ANF / BEHDINAN

martedì 4 settembre 2012

Violenti scontri: il PKK prende il controllo di un'altra regione


www.actukurde.fr - I guerriglieri curdi hanno lanciato domenica 2 settembre una grande operazione contro postazioni militari, di polizia e palazzi governativi nel centro di Beytussebap nella regione di Sirnak. L'organizzazione ha preso il controllo della regione e piantato la sua bandiera sulla collina di Kelaresh a 1 km dal Beytussebap. Fonti locali parlano di decine di morti nelle file dell'esercito turco. I guerriglieri hanno sequestrato numerose armi e fatto saltare in aria un ponte a 10 km dalla città. Dal 23 luglio una vasta area che si estende su 300-400 km è sotto il controllo del PKK nella regione di Hakkari. Più di 400 soldati e poliziotti e 31 soldati sono stati uccisi nel mese di agosto, secondo un rapporto fornito dal braccio armato del PKK, le Forze di Difesa Popolare (HPG). Inoltre, 18 persone, tra cui quattro soldati sono stati "messi in custodia", decine di veicoli e armi sono stati distrutti, e molte armi sono state sequestrate dai guerriglieri.

domenica 22 luglio 2012

Intellettuali turchi condannano le violenze della polizia del 14 luglio

Centinaia di intellettuali turchi, tra cui autori, poeti, accademici, artisti e attivisti per la pace, hanno rilasciato una dichiarazione scritta per chiedere le dimissioni del ministro degli Interni Idris Naim Şahin, per la violenza di stato dispiegata per impedire che il raduno indetto dal BDP e dal DTK il 14 luglio a Diyarbakir. Gli intellettuali protestano contro l'arresto di decine di persone e la violenza della polizia contro il popolo kurdo e i suoi deputati; "Noi, come i cittadini della Repubblica turca vogliono vivere in pace con il popolo kurdo, sulla base di eguali diritti di cittadinanza. Proviamo vergogna per la violenza di stato impegnata a prevenire il raduno di Diyarbakır. Chiediamo le dimissioni del ministro degli Interni che ha mostrato un atteggiamento aggressivo nei confronti del popolo kurdo da quando ha assunto l'incarico, e di recente si è spinto fino a chiamare miserabili i deputati del BDP aggrediti dalla polizia. Tra gli intellettuali firmatari della dichiarazione vi sono: Yaşar Kemal, Adalet Agaoglu, Ahmet Ümit, Zülfü Livaneli, Cengiz Candar, Mithat Sancar e Oya Baydar. ANF ​​/ ISTANBUL

giovedì 19 luglio 2012

Rilasciati nove avvocati di Öcalan

Si è conclusa la prima udienza del secondo processo KCK. Nove dei 36 avvocati del leader del popolo kurdo Abdullah Öcalan agli arresti sono stati rilasciati mercoledì sera a condizione che vengano sottoposti a controllo giudiziario e al divieto di lasciare il paese. I nomi dei legali rilasciati sono Mahmut Alınak, Yaşar Kaya, Veysel Vesek, Mehmet Nuri Deniz, Cemo Tüysüz, Aydın Oruç, Osman Çelik, Hakzan Sadak and Hüseyin Çalışçı. La prima udienza del secondo processo KCK (Unione delle Comunità Kurde), iniziata lunedì, si è conclusa con la liberazione condizionale di 9 avvocati tra i 50 sospettati, 37 dei quali sono agli arresti, incluso il giornalista Cengiz Kapmaz. Il rilascio dei nove avvocati è stato stabilito in base ad uno sconto di pena per il reato di favoreggiamento di un’organizzazione terroristica, nell’ambito del pacchetto di riforme giudiziarie recentemente approvato. Il tribunale ha ordinato di riunire tutti i documenti riguardanti i colloqui con Öcalan degli avvocati sotto processo. La prossima udienza si terrà all’interno del complesso carcerario di Silivri il 6 Novembre. Gli avvocati indagati nell’ambito del secondo processo KCK hanno richiesto al tribunale che Öcalan possa essere ascoltato come testimone. Il tribunale si è riservato di decidere in seguito. L’atto di accusa sostiene che gli avvocati che hanno avuto regolari colloqui con Öcalan fino ad un anno fa sono membri del Comitato Direttivo del KCK e fungono da tramite tra il leader del PKK e l’organizzazione stessa. ANF / ISTANBUL

I curdi negli USA lanciano la campagna "No ai Droni alla Turchia"

La Comunita' curdo americana sollecita il Congresso ad opporsi alla vendita di Droni armati alla Turchia. Organizzazioni curde e americane e singoli negli Stati Uniti hanno avviato una campagna per incoraggiare il Congresso ad opporsi alla vendita di Droni all'esercito turco. Ogni sostenitore ha iniziato la campagna inviando una lettera ai congressisti nei loro distretti. Inoltre saranno visitati i congressisti nei loro uffici per esortarli a opporsi alla vendita di aerei droni armati per l'esercito turco sulla base del fatto che l'operazione proposta potrebbe sottoporre i civili in grande rischio e generare nuovi problemi di sicurezza nella regione. Dopo l'operazione militare turca con aerei F-16, forniti dagli Stati Uniti, che hanno portato all'uccisione di 34 civili curdi, ragazzi e giovani nel mese di dicembre 2011, oggi la Turchia insiste per l'acquisto di aerei droni armati. A Maggio nel corso della riunione della NATO, Abdullah Gul, il Presidente turco, ha annunciato la sua proposta ad Obama per l'acquisto di aerei droni armati. Inoltre, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha insistito e sottolineato la sua richiesta per l'acquisto di questi droni durante il vertice del G20 in Messico. Obama ha spiegato che la proposta di vendita di armi deve passare come un disegno di legge e ha anche detto che avrebbe cercato di convincere il Congresso ad approvare questo disegno di legge. Le organizzazioni curde hanno creato un sito web per la campagna: http://www.nodronestoturkey.com

mercoledì 18 luglio 2012

Arrestato il sindaco di Dicle

Mustafa Uyguner, sindaco del distretto di Dicle, è stato preso in custodia mercoledì mattina in base al mandato emesso nei suoi confronti nel contesto dell’operazione KCK (Unione delle Comunità Kurde) del 4 Luglio. Ventuno persone sono state arrestate nella stessa data nel distretto a seguito di quest’operazione. Il presidente di distretto del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) Cemal A. Sert ed altre nove persone sono state sottoposte a custodia cautelare con l’accusa di appartenere ad un’organizzazione illegale e diffonderne propaganda, di favorire il crimine e di opporsi alla Legge sugli Incontri e le Manifestazioni. Circa 200 rappresentanti kurdi regolarmente eletti, inclusi 35 sindaci e 6 deputati, sono agli arresti attualmente in Turchia. In alcune province come Şırnak, quasi tutti i rappresentanti eletti sono detenuti nel contesto della cosiddetta operazione KCK. ANF / AMED/DİYARBAKIR

IHD: Vietare l’incontro è stato un duro colpo alla democrazia

La sede di Diyarbakır dell’associazione per i Diritti Umani (IHD) ha rilasciato un rapporto di osservazione sulla manifestazione pacifica e democratica che era stata vietata il 14 luglio in città. In una conferenza stampa a riguardo, il presidente della sede Raci Bilici ha valutato il divieto imposto alla manifestazione come un duro colpo alla democrazia ed ha detto che la prevenzione e gli interventi attuati quel giorno sono un chiaro esempio dell’approccio delle autorità governative alla questione kurda, che dura da ormai 30 anni. “Il divieto, che ha causato tensione in città e nella regione, non è stato revocato nonostante la richiesta e gli appelli da parte di tutte le organizzazioni non governative della città e da parte di quelle che avevano organizzato la manifestazione, il BDP (Partito della Pace e della Democrazia) e il DTK (Congresso della Società Democratica), le quali hanno dichiarato tuttavia che la stessa si sarebbe tenuta”, ha sottolineato Bilici ed ha notato che il divieto ha condotto ad una situazione peggiore di quella di uno stato d’emergenza.

martedì 17 luglio 2012

In Turchia dopo gas e manganellate...

In Turchia, dopo gas e manganellate, processi per i kurdi; tu chiamala, se vuoi, democrazia
1) Con il trascorrere delle ore, il bilancio della battaglia campale di Diyarbakir, con cui il Governo di Mister Erdogan ha celebrato il 14 Luglio, anniversario della Rivoluzione Francese, diviene sempre più pesante: “Contro la folla nella zona della manifestazione sono stati impiegati veicoli di tipo TOMA, gas lacrimogeni ed acqua ad alta pressione. È stato segnalato che molte persone sono state ferite durante gli attacchi, incluse decine di bambini, tre Deputate del Partito della Pace e della Democrazia (BDP) ed il Sindaco Osman Baydemir. Migliaia di persone, radunatesi in cinque punti differenti, hanno rotto le barriere della polizia intorno all’area della manifestazione, dove gli scontri sono durati per molte ore. leggi tutto su La Terra di Nessuno

domenica 15 luglio 2012

Conferenza stampa dopo la repressione

I politici kurdi hanno organizzato un sit-in che è durato tutta la notte dal sabato alla domenica per protestare contro la repressione fascista di sabato. La mattina di domenica si è svolta una conferenza stampa dei deputati del BDP e del DTK: Il Co-presidente del BDPSelahattin Demirtas ha dichiarato"L'AKP, il partito di governo, ha perso ogni legittimità in Kurdistan, in seguito alla repressione di sabato." Demirtas inoltre ha valutato la resistenza di Amed (Diyarbakir) come una dichiarazione chiara da parte del popolo kurdo che - ha sottolineato - "non potrà mai rinunciare alla resistenza fino a quando le sue richieste non saranno accolte". Dopo Demirtas, è intervenuto il co-presidente del DTK Aysel Tuğluk che ha dichiarato che a Diyarbakir ha visto ancora una volta in azione "il fascismo dell'AKP ed i 90 anni di politica di repressione dello Stato turco". Aggiungendo che "il popolo kurdo è sottoposto a queste politiche perché vuole vivere libero con la propria lingua e la propria identità e ha indicato il leader kurdo Ocalan come interlocutore per una soluzione democratica. Il popolo kurdo organizzato non potrà mai inchinarsi ai piedi del governo dell'AKP che dovrebbe quindi porre fine all'isolamento di Ocalan e accettarlo come interlocutore pr un negoziato di pace ". ANF ​​/ AMED / DIYARBAKIR

Resistenza storica e terrore di stato a Diyarbakir

La polizia del regime turco ha seminato il terrore sabato 14 luglio nella città di Diyarbakir, ferendo decine di persone tra cui tre deputati e un sindaco. La città ha vissuto una giornata storica di resistenza al fascismo e all'Akp, il partito al governo. Alla chiamata del principale partito kurdo il BDP e il Congresso per una Società Democratica (DTK), una piattaforma di associazioni e movimenti kurdi, migliaia di persone sono scese nelle strade di Diyarbakir, sfidando il divieto ufficiale delle autorità turche. Per protestare contro le condizioni carcerarie del leader del PKK Abdullah Ocalan, a cui non è consentito di incontrare i suoi avvocati, contro una repressione senza precedenti, i kurdi si sono scontrati con la polizia in tutti i distretti di questa grande città. Migliaia di agenti di polizia provenienti da 18 città sono stati dispiegati a Diyarbakir, in aggiunta ai 5.000 già mobilitati. Per tutto il giorno, gli elicotteri hanno sorvolato la città, mentre la polizia ha perquisito i manifestanti che provenivano da altre città per impedirne l'ingresso a Diyarbakir. Dalle ore 14.00 (ora locale), diversi gruppi cominciarono a muoversi verso la stazione di Istasyon dove la polizia ha istituito barricate, prima di intervenire con violenza in tutti i quartieri, compresi Ofis e Baglar, facendo uso massiccio di gas lacrimogeni. Diverse barricate della polizia sono state distrutte dai manifestanti. Tre deputati e il sindaco di Diyarbakir Osman Baydemir sono stati feriti e ricoverati in ospedale. Pervin Buldan parlamentare del BDP è stata ferita da un candelotto lacrimogeno alla gamba. I co-presidenti del BDP Gultan Kisanak e Selahattin Demirtas, il co-presidente del DTK Aysel Tugluk, i parlamentari Ertugrul Kurkcu, Sirri Onder Surreyya e Ozdal Ucer sono stati attaccati con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Decine di persone, tra cui alcuni bambini sono stati feriti. Sei poliziotti hanno duramente picchiato un bambino di 8 anni per le strade di Sanat, mentre sono state gravemente ferite altre tre persone nel quartiere di Sehitlik. Un giovane è stato torturato in strada, i suoi vestiti strappati per essere colpito con i manganelli sulla schiena nuda. Inoltre, la polizia ha fatto decine di arresti. Tra gli arrestati figurano due giornalisti kurdi dell'agenzia Diha. www.actukurde.fr