Oltre 610 intellettuali hanno firmato una lettera a sostegno dei deputati del Blocco Lavoro, democrazia e libertà in carcere. İbrahim Kabaoğlu, Baskin Oran, Taner Timur, Nuray Mert, Julide Kural, Derya Alabora, Aydın Çubukçu sono solo alcuni dei 610 intellettuali, scrittori, artisti, attori che hanno firmato una lettera a sostegno del candidato di Diyarbakir Hatip Dicle. Dicle è stato privato del suo mandato la scorsa settimana quando la Commissione elettorale suprema ha stabilito che non poteva prendere il suo posto in parlamento. La campagna degli intellettuali chiede di rispettare la volontà del popolo che ha eletto Dicle. Allo stesso tempo la campagna mette in evidenza l'ingiustizia fatta ad altri 5 deputati del blocco che sono ancora in prigione, dopo che vari giudici hanno negato loro la libertà. firatnews.com
giovedì 30 giugno 2011
La Turchia arresta la democrazia
Rete Kurdistan Roma
sit-in venerdì 1 luglio, dalle ore 15.30
Piazza della Repubblica (Roma)
Dopo le elezioni politiche del 12 giugno, la situazione nel Paese al momento è molto tesa. Le tensioni sono aumentate in seguito alla decisione del Consiglio Supremo delle Elezioni (YSK) di dichiarare ineleggibile Hatip Dicle (del partito kurdo BDP) e respingere la richiesta di scarcerazione di altri 8 deputati (5 del BDP, 2 del CHP, 1 del MHP ) attualmente in carcere ed eletti nelle elezioni del 12 giugno. Manifestazioni pro-Kurde in tutto il Paese sono state affrontate con durezza dalla polizia. Nel corso della prima seduta della 24esima legislatura turca, circa un terzo dei deputati (171 parlamentari, 36 del BDP e 135 del CHP) non ha prestato giuramento in segno di protesta per la mancata scarcerazione di 8 parlamentari eletti.
Erdogan respinge appello al dialogo
Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha respinto un appello al dialogo da parte del BDP (partito kurdo per la pace e la democrazia). Per superare la crisi dopo la decisione dell'Alto Consiglio elettorale, i deputati indipendenti hanno istituito un comitato che sta progettando di condurre un numero di visite ad Ankara per affrontare la crisi e hanno deciso di tenere i loro incontri settimanali di gruppo parlamentare a Diyarbakir. Nel frattempo ad Ankara, i membri del BDP continuato a incontrare gli ambasciatori di paesi esteri per promuovere il caso di Hatip Dicle.
Turchia, incontro tra i leader di maggioranza e opposizione per risolvere la crisi parlamentare
Circa un terzo dei deputati ieri non ha prestato giuramento nel corso della prima seduta, in segno di protesta per la mancata scarcerazione di alcuni parlamentari eletti. leggi su peacereporter
mercoledì 29 giugno 2011
Turchia / Boicottaggio avvelena avvio nuovo parlamento
Turchia/Boicottaggio avvelena avvio nuovo parlamento Laici e curdi non partecipano, scontro Erdogan-Kilicdaroglu. Istanbul, 28 giu. (TMNews) - La 24ma legislatura turca inizia fra le polemiche e gli attacchi incrociati. I laici del Chp, il Partito repubblicano del Popolo e i curdi del Bdp, il Partito per la pace e la democrazia non hanno prestato il giuramento. Il Partito repubblicano del Popolo ha partecipato alla cerimonia, senza giurare, i curdi invece si sono simbolicamente riuniti a Diyarbakir, la città nell'est del Paese dove la minoranza è più numerosa. A giurare sono stati solo i 327 deputati dell'Akp e i 53 deputati del Mhp, il Partito nazionalista. leggi su www.tmnews.it
O tutti o nessuno: è con questo spirito che i 135 deputati turchi del principale partito di opposizione hanno rifiutato di prestare giuramento, per solidarietà a 2 dei loro eletti che si trovano in detenzione preventiva. La magistratura non aveva infatti concesso la liberazione dei carcerati che sono usciti vincitori dalle elezioni, per sospetta appartenenza a gruppi terroristici. Unendosi ai 35 colleghi curdi, che già la scorsa settimana avevano annunciato il boicottaggio per la stessa ragione, la mossa ha avuto l’effetto di creare una vera e propria crisi istituzionale. Di fatto, solo i 2/3 dei parlamentari hanno giurato, assumendo il ruolo ufficiale. Gli altri si trovano in un limbo costituzionale per cui non possono esercitare le proprie funzioni, né tantomeno dimettersi. Una prima assoluta, a cui il Premier Erdogan dovrà trovare presto una soluzione, in un momento cruciale per le relazioni con la minoranza curda del Paese, dopo la scadenza della tregua di sei mesi attuata dal PKK. Copyright © 2011 euronews.it
martedì 28 giugno 2011
Il partito di opposizione CHP non presta il giuramento parlamentare
Mentre i deputati del Blocco Lavoro, Democrazia e Libertà hanno deciso di boicottare l'apertura della nuova assemblea parlamentare, il principale partito di opposizione, CHP (Partito Repubblicano del Popolo) non presterà il giuramento parlamentare. Dopo un drammatico incontro la direzione del CHP ha deciso che i deputati saranno presenti all'apertura, ma non presteranno il giuramento.
Proteste contro l'esclusione dei candidati del Blocco
NEWSCENTRE (DİHA) - I deputati neo eletti del Blocco lavoro, democrazia e libertà sono riuniti a Diyarbakir per rivedere il metodo da seguire in parlamento. I deputati discuteranno 'l'organizzazione del blocco' e la distribuzione dei ruoli. Dopo la riunione sarà emesso un comunicato stampa. Le reazioni contro la decisione del YSK (alta corte per le elezioni) continuano a Mardin e Cizre dove i negozianti non ha aperto i battenti. Nel terzo giorno di proteste, gli organizzatori hanno spiegato che non permetteranno al governo di ignorare il loro voto e i deputati. La polizia ha attaccato una manifestazione ad Adana. Secondo informazioni molte persone sono rimaste ferite. A Nusaybin, brutale intervento della polizia contro i manifestanti, due cittadini sono rimasti gravemente feriti.
lunedì 27 giugno 2011
I deputati del Blocco non andranno in Parlamento
I deputati del Blocco lavoro, democrazia e libertà domani non parteciperanno alla cerimonia del giuramento in parlamento, invece si incontreranno a Diyarbakir. I deputati del Blocco hanno deciso di boicottare il parlamento come risposta alla decisione del Consiglio elettorale supremo (YSK) di togliere il mandato al deputato di Diyarbakir Hatip Dicle e per protestare contro il mancato rilascio di altri 6 candidati ancora in prigione. Il partito di opposizione, CHP (Partito Repubblicano del Popolo) ha deciso di andare in Parlamento domani, anche se non è ancora chiaro se si uniranno alla cerimonia di giuramento. Due dei deputati CHP rimarranno in carcere, a seguito della reiezione della richiesta di rilascio da un tribunale di Istanbul.
domenica 26 giugno 2011
Istanbul la polizia attacca manifestazione per Dicle
Istanbul - La polizia ha attaccato pesantemente una manifestazione promossa dal Blocco Lavoro, Democrazia e Libertà per protestare contro la decisione del consiglio elettorale di non accettare il mandato di Hatip Dicle. Migliaia di persone stavano dimostrando quando la polizia ha attaccato con gas lacrimogeni e idranti. Almeno 32 persone sono state arrestate, mentre la deputata del Blocco Sebahat Tuncel è stata colta da malore a causa dei gas.

Golpe in Turchia
Appello della Rete italiana di solidarietà con il popolo kurdo.
Il 22 giugno, in Turchia, il Consiglio supremo delle elezioni ha deciso di negare al deputato Hatip Dicle il suo legittimo mandato parlamentare. Hatip Dicle è il deputato che ha ottenuto più voti a Diyarbakir, circa 80.000; già deputato negli anni ’90, condannato a dieci anni di carcere insieme all’altra parlamentare Leyla Zana, per aver parlato di fratellanza e pace in kurdo - è attualmente in carcere dal 24 dicembre 2009, accusato di sostegno al terrorismo per aver chiesto una soluzione negoziale alla questione kurda. Al suo posto entrerà in parlamento una candidata dell'AKP, il partito di governo, in spregio alla volontà degli elettori.
sabato 25 giugno 2011
Respinto il rilascio di 4 deputati del Blocco lavoro, democrazia e libertà
Diyarbakır - La 6a Alta Corte penale ha respinto la richiesta di rilascio dei neo eletti deputati del Blocco lavoro, democrazia e libertà: Hatip Dicle, Selma Irmak, Faysal Sarıyıldız e Kemal Aktas. I quattro sono reclusi nel carcere di Diyarbakır per il cosiddetto processo KCK (Confederazione delle Comunità Kurde). La 6a Alta Corte penale di Diyarbakir ha concluso che l'auto-difesa in lingua kurda resa dagli imputati, ha precluso il rilascio. ANF / DIYARBAKIR
Il Presidente Abdullah Gül chiede al blocco di andare in parlamento
Il parlamento è il luogo in cui risolvere i problemi, dice il presidente Gül. Nel ripetere quanto affermato da alcuni esponenti di spicco dell'AKP (partito della Giustizia e dello Sviluppo) nei giorni scorsi, il presidente Abdullah Gül ha oggi fatto appello al BDP (partito kurdo della Pace e della Democrazia) e ai deputati del blocco Lavoro, Democrazia e Libertà per andare in parlamento e risolvere i problemi. "Il parlamento – ha detto Gül – è il luogo naturale dove risolvere tutti i problemi. Non si possono risolvere problemi al di fuori dell'assemblea generale", ha aggiunto il presidente chiedendo al blocco di rinunciare al boicottaggio parlamentare che il gruppo ha deciso di attuare durante questa settimana. Il presidente Gül ha inoltre evidenziato che nonostante le controverse decisioni dei giorni scorsi (ed in particolare l'esclusione da parte del consiglio delle elezioni di Hatip Dicle dal parlamento) c'è una possibilità di venire in parlamento e discutere importanti modifiche alla normativa. Il presidente ha aggiunto che “il parlamento, e solo il parlamento, è il luogo in cui le riforme possono essere discusse e approvate”. Gül ha inoltre rimarcato che esiste una possibilità di discutere la nuova costituzione in parlamento, Ha altresì aggiunto che la nuova costituzione potrebbe essere discussa e approvata rapidamente se ognuno farà la sua parte. Gül ha terminato il suo messaggio con un appello diretto ai deputati del blocco per “entrare in parlamento e discutere i problemi nell'assemblea". ANF / ANKARA
venerdì 24 giugno 2011
Solidarietà con Hatip Dicle
Una dichiarazione di solidarietà con Hatip Dicle è stata lanciata da un gruppo di deputati del partito tedesco Die Linke. e dal parlamentare europeo Jürgen Klute insieme ai deputati Ingrid Remmers, Harald Weinberg, Andrej Hunko, Bärbel Beuermann (tutti da Die Linke) che sono tra i primi firmatari. La dichiarazione può essere letta e firmata nel sito: www.solidarity-dicle.blogspot.com La dichiarazione afferma tra l'altro che "Hatip Dicle, come tutti i politici del blocco elettorale Lavoro, Democrazia e Libertà, è pienamente impegnato nel lavoro continuo per una soluzione pacifica della questione kurda e la democratizzazione della Turchia. Perciò siamo convinti che il riconoscimento del suo mandato e il riconoscimento della volontà democratica della popolazione kurda, sono passi necessari nella direzione della democratizzazione e la stabilizzazione del paese ".
giovedì 23 giugno 2011
Comunicato del BDP
Comunicato dell’ Ufficio di Rappresentanza Europeo del BDP, PARTITO DELLA PACE E DELLA DEMOCRAZIA
Ritirato illegalmente il mandato parlamentare ad Hatip Dicle L’Alto Consiglio Elettorale ha deciso di ritirare il mandato parlamentare alla Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) al candidato Hatip Dicle del Blocco Lavoro Libertà e Democrazia supportato dal BDP a causa della sua condanna a 20 mesi di prigione. Questa condanna è stata emessa dall’undicesima Alta Corte Criminale di Ankara tre giorni prima delle elezioni nazionali. La decisione dell’Alto Consiglio Elettorale è stata presa all’unanimità il giorno 21 giugno 2011. Dicle è stato eletto ad Amed (Diyarbakir) con un numero di voti record: circa l‘11,17 per cento dei voti in Amed. Questa decisione rappresenta il rifiuto di ascoltare la volontà del popolo ed è una dichiarazione di guerra contro il popolo kurdo.
I deputati del Blocco Lavoro, Democrazia e Libertà decidono di non entrare al Parlamento
I deputati del Blocco Lavoro, Democrazia e Libertà hanno concluso il loro incontro a Diyarbakir con la decisione di non entrare al parlamento. Come preannunciato, i deputati del Blocco del BDP non entreranno al parlamento come risposta alla decisione del Consiglio supremo delle elezioni di negare al deputato Hatip Dicle il suo legittimo mandato parlamentare. Nel leggere un comunicato del gruppo, il deputato di Diyarbakir Serafettin Elçi ha dichiarato che il gruppo "non entrerà al Parlamento fino a quando l'ingiustizia contro il nostro popolo non cesserà. La violenza e le operazioni contro la nostra gente – ha detto Elçi – sono continuate senza sosta. L'ultima goccia è la decisione del consiglio delle elezioni di rifiutare il mandato di Hatip Dicle. E' per questo che abbiamo preso la decisione di non entrare al parlamento fino a quando queste ingiustizie e violenze non cessino". ANF / DIYARBAKIR
Congresso della Società Democratica
La riunione del DTK (Congresso della Società Democratica) si è conclusa con una dichiarazione in sette punti rilasciata dall'organizzazione. Ahmet Türk, il co-presidente del filo-kurdo Congresso della Società Democratica (DTK), ha definito la decisione del consiglio supremo delle elezioni “né morale né legale. Questa è una decisione – ha aggiunto – che trascinerà la Turchia nel caos”. E ha aggiunto: “la nazione è responsabile del mantenimento di questa mentalità, che blocca gli sforzi per la democrazia”.
mercoledì 22 giugno 2011
Il KCK chiama alla resistenza
L'unione delle comunità kurde (KCK) chiede a tutti i kurdi di protestare contro la decisione del consiglio delle elezioni di escludere Dicle dal Parlamento. Il KCK (Unione delle Comunità Kurde) ha rilasciato un comunicato scritto in cui etichetta la decisione del consiglio supremo delle elezioni (YSK) come un atto di guerra contro i kurdi. Il KCK chiama tutti gli elettori kurdi e turchi a far sentire la propria voce dal governo turco. L'organizzazione ha chiesto al governo turco di intervenire e fare le necessarie rettifiche per dare ad Hatip Dicle il suo diritto di rappresentare i suoi elettori nel parlamento turco. Il comunicato afferma che la decisione è una provocazione diretta contro gli sforzi del leader kurdo Abdullah Ocalan per iniziare un dialogo con lo stato turco. Il KCK afferma che la decisione dell'YSK è contro l'etica politica. Il KCK ha avvertito che gli esiti di questa decisione potrebbero essere nefasti in relazione a un possibile processo di pace e ha chiesto alla Turchia di correggere questo “errore politico”. L'organizzazione ha detto che rispetterà la decisione del partito della Pace e della Democrazia (BDP) contro la cancellazione del mandato di Hatip Dicle. Hatip Dicle, che è ancora in prigione, è stato eletto nel nuovo parlamento turco alle elezioni legislative del 12 giugno. Il consiglio delle elezioni lo ha escluso dal suo mandato elettorale e ha dichiarato che non farà parte del parlamento turco.ANF / NEWS DESK
Istanbul: attaccata dalla polizia la manifestazione per Hatip Dicle
Migliaia di persone in strada per protestare contro l'annullamento del mandato parlamentare di Hatip Dicle.
Diyarbakir - Il popolo kurdo, gli elettori del blocco Lavoro, Democrazia e Libertà e i suoi neo-eletti deputati hanno cominciato a manifestare contro la decisione della Commissione elettorale suprema (YSK) di annullare l'elezione di Hatip Dicle. Le persone si sono radunate a Diyarbakir davanti alla sede del BDP per un sit-in illimitato. Ahmet Türk co-presidente del Congresso della Società Democratica (DTK) rivolto ai partecipanti dell'Assemblea Permanente dei DTK in Congresso straordinario a Diyarbakir ha dichiarato: "La decisione ha rivelato le vere intenzioni del governo sulla questione kurda. Ora il governo deve rendere conto davanti al popolo che ha scelto Dicle". In generale, la decisione è stata valutata come una replica del 2 Marzo 1994 quando dieci parlamentari kurdi furono arrestati e dal parlamento mandati in prigione. Quattro di loro, Hatip Dicle, Leyla Zana, Orhan Dogan e Selim Sadak trascorsero 10 anni in prigione fino al 2005 quando furono rilasciati. Hatip Dicle è stato di nuovo incarcerato dal dicembre 2009.
O tutti o nessuno
Il DTK (Congresso della società democratica) ha lanciato un'appello ai candidati del BDP a non entrare in parlamento dopo l'esclusione di Hatip Dicle. I primi rapporti della riunione di emergenza del DTK indicano che il DTK ha invitato il BDP (Partito della pace e la democrazia) e i suoi eletti a non entrare in Parlamento, a seguito della decisione da parte del Consiglio elettorale di escludere dal gruppo Hatip Dicle (eletto deputato a Diyarbakir). Al mattino, aprendo la riunione, il co-presidente del DTK, Ahmet Türk aveva ricordato all'assemblea che diversi parlamentari hanno già dichiarato nei giorni scorsi la loro volontà di non entrare in parlamento se anche uno solo degli eletti fosse stato escluso.
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