I membri della Campagna "Libertà per Ocalan" hanno dato inizio a una nuova fase di proteste. Oggi a Strasburgo, quindici persone hanno iniziato uno sciopero della fame come segno di ribellione diretto all'ottenimento della libertà per Ocalan. I manifestanti chiedono al Consiglio d' Europa e l'Unione Europea di prendere una posizione contro le continue pressioni dello Stato turco ai danni del popolo kurdo. Il gruppo di manifestanti, daranno formalmente inizio all'atto d protesta con la lettura di un comunicato stampa davanti al Palazzo del Consiglio d’Europa. Il portavoce del gruppo, lo scrittore-giornalista Fuat Kav, ha dichiarato che l'iniziativa vede la partecipazione di curdi provenienti da diverse parti d'Europa e ha invitato il popolo curdo a sostenere e dimostare solidarietà agli scioperanti. Lo sciopero della fame che ha come slogan “Libertà per Ocalan, status per il popolo curdo", mira anche all'eliminazione del PKK dalla lista delle organizzazioni terroristiche. Kav ha dichiarato che le numerose organizzazioni impegnate nell'ottenimento della libertà per Ocalan, in un prossimo futuro coopereranno all'unisono. ANF
mercoledì 29 febbraio 2012
Fascistbook: "i curdi sono da censurare", anche in Italia
di Maria Letizia Perugini - È iniziata la campagna curda twitter al grido di '#FascistBook' contro il più popolare dei social network. Da lunedì, sull’universo dei 140 caratteri, è possibile seguire la manifestazione virtuale che gli attivisti curdi hanno organizzato per protestare contro le nuove linee guida per le restrizioni dei contenuti grafici Facebook pubblicate in esclusiva dal Daily Mail. leggi tutto su osservatorioiraq
martedì 28 febbraio 2012
Un'altro parlamentare kurdo in sciopero della fame
Dal carcere il parlamentare kurdo İbrahim Ayhan del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) di Urfa ha annunciato lunedì di aver iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per protestare contro l'isolamento del leader del PKK Abdullah Ocalan e contro le operazioni politiche e militari. I parlamentari prigionieri Selma Irmak e Faysal Sarıyıldız e circa altri 400 sono in sciopero della fame a tempo indeterminato dal 15 febbraio. ANF / NEWS DESK
domenica 26 febbraio 2012
Più di 400 prigionieri kurdi in sciopero della fame ad oltranza
In Turchia, centinaia di prigionieri politici curdi, tra cui due Parlamentari hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza, per chiedere la liberazione del leader del PKK e il pieno riconoscimento dei diritti politici della popolazione curda. Dopo uno sciopero della fame a tempo determinato, attuato da diverse centinaia di prigionieri politici tra il 1 dicembre e il 15 febbraio, la mobilitazione ha raggiunto un coinvolgimento senza precedenti. Zeynep Teker, Presidente della Federazione delle Associazioni che offre assistenza legale alle famiglie dei prigionieri politici (Tuhad-Fed), ha dichiarato che dal 15 febbraio più di 400 prigionieri politici hanno iniziato lo sciopero della fame a tempo indeterminato. Più di 6.300 membri del BDP inclusi 31 sindaci, sei deputati e decine di membri dei consigli comunali, si trovano attualmente in carcere a seguito delle operazioni anti KCK, lanciate nell'aprile 2009, poche settimane dopo lo storico successo del partito curdo in elezioni comunali. Il regime turco ogni settimana arresta decine di persone, facendo così lievitare il numero dei detenuti dai 60.000 registrati nel 2002 a agli oltre 130.000 detenuti attualmente.
Comunicato stampa
Riguardo ai nove arresti da parte della Polizia di Terni, nell’ambito di un’indagine su un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riconducibile all’organizzazione terroristica turca Hezbollah, sulla stampa regionale umbra sono apparse delle informazioni, che sarebbero amene, se non fossero fuorvianti. Infatti, prima si scrive sia che l’Hezbollah turco, di credo islamico sunnita, non ha alcun legame con l’omonima formazione libanese e nasce nei primi anni Ottanta con l’obiettivo di creare uno Stato islamico, retto dalla Sharia sul territorio della Repubblica turca, sia che non ci sono prove che il gruppo degli arrestati avesse finalità terroristiche. leggi su La terra di nessuno
venerdì 24 febbraio 2012
Molestie sessuali verso bambini kurdi in carcere
Notizie inquietanti stanno arrivando per quanto riguarda i bambini kurdi che sono stati arrestati in connessione con azioni politiche e collocati nel reparto dei criminali comuni della prigione di Pozantı in provincia di Adana. I ragazzi affermano che sono stati abusati sessualmente e picchiati da criminali comuni. H.K. (15 anni) racconta: "Alcuni dei nostri amici sono stati molestati molte volte. Ci hanno picchiato e ci hanno costretto a spogliarci. Ciò che abbiamo vissuto non può essere tradotto in parole". Si sostiene che i bambini sono stati sottoposti a comportamenti razzisti e violenti. Un altro ragazzo A. (17 anni) dice: "I criminali comuni hanno stretto il collo con delle corde e ci hanno costretto a baciare la bandiera turca. Ci chiamavano terroristi e ci picchiavano molto male" e aggiunge che lui non ha ancora superato il trauma di ciò che ha vissuto. Un altro ex-prigioniero, A.K. (17 anni), conferma le denunce di abusi sessuali e rileva che l'amministrazione penitenziaria è rimasta indifferente ai loro reclami. Il medico Didem Gediz del Centro Comunale delle donne di Akdeniz dice che ha incontrato molti bambini che hanno subito abusi sessuali nelle carceri. "Hanno difficoltà ad esprimersi. Sono gravemente danneggiati da ciò che hanno vissuto e non possono condividere il loro dolore con le loro famiglie. Invece di costruire stazioni di polizia nei quartieri, lo stato dovrebbe migliorare luoghi traumatici come le prigioni ", e fa notare che è responsabilità dello Stato garantire la sicurezza dei bambini ed il loro benessere nelle carceri. L'amministrazione penitenziaria di Pozantı nega le denunce di abusi sessuali. ANF / NEWS DESK
giovedì 23 febbraio 2012
Le ossa di un ragazzo di 14 anni rinvenute a Dargeçit
Mardin (DİHA) - Tragiche storie escono dalle fosse comuni insieme alle ossa umane. Recentemente uno scavo nel villaggio di Dargeçit (Mardin) ha rivelato ossa umane e vestiti che appartenevano a Seyhan Doğan che fu preso sotto custodia all'età di 14 anni nel 1995. Il fratello, Hazni Doğan, che lavora come volontario negli scavi in corso, fu anche lui arrestato insieme al fratello nel 1995 quando aveva 12 anni, ed ha riconosciuto tra i reperti i resti del maglione di suo fratello. Hazni racconta delle torture a cui erano sottoposti. "Ho incontrato mio fratello nel panzer della gendarmeria quando sono stato preso in custodia. È stato picchiato violentemente perchè voleva impedire ai soldati di picchiare me. Più tardi ho visto mio fratello maggiore per l'ultima volta. Ci picchiavano e torturavano sempre nel seminterrato del Comando del Battaglione della gendarmeria a Dargeçit".
mercoledì 22 febbraio 2012
Fosse comuni a Mardin
Mardin (DİHA) - Frammenti di ossa umane, vestiti e bossoli vuoti sono stati trovati oggi nei dintorni del villaggio di Dargeçit vicino Mardin. Gli scavi nel villaggio sono stati avviati dopo le dichiarazioni rese al procuratore da Seyithalil Durmaz che ha lavorato come operaio alle scavatrici per il Comune di Dargeçit dal 1994-1995. Durmaz ha dichiarato che i soldati portavano i corpi al comune e che i corpi venivano sepolti nel villaggio. Durmaz ha anche mostrato due luoghi in cui gli fu detto di versare terra e pietre. Erdal Kuzu presidente dell'IHD (Human Rights Association) di Mardin, che ha presenziato allo scavo ha dichiarato: "Abbiamo identificato quattro/cinque fosse intorno al villaggio. Il villaggio è stato evacuato nel 1993, è chiaro che dopo è stato utilizzato come fossa comune." Tra il 2 e il 6 novembre 1995, 8 persone furono arrestate in un operazione da parte della Gendarmeria turca, Davut Altınkaynak (13 anni), Süleyman Seyhan, Hikmet Kaya, Abdurrahman Coskun (21 anni), Dargeçit Abdullah Olcay (20 anni), Mehmet EminAslan (19 anni), Nedim Akyön (16 anni) e Seyhan Doğan (14 anni), solo un corpo bruciato e decapitato (Süleyman Seyhan) fu ritrovato il 6 marzo 1996 in un pozzo. (BS / gu)
169 prigionieri politici in sciopero della fame
Da otto giorni sono in sciopero della fame a tempo indeterminato 169 prigionieri politici nelle carceri della Turchia e del Kurdistan turco. Con questa protesta estrema i prigionieri chiedono la libertà per il leader kurdo Ocalan, la garanzia dell'istruzione nella lingua madre e la fine delle operazioni politiche e militari contro il popolo kurdo. Tra i prigionieri in sciopero della fame a Diyarbakir, Mardin, Elbistan e Bitlis ci sono anche i deputati del BDP di Şırnak, Selma Irmak e Faysal Sarıyıldız. ANF / AMED / DIYARBAKIR
martedì 21 febbraio 2012
Giornalista arrestata
La giornalista dell'agenzia kurda DIHA (Dicle News Agency) Gulsen Aslan e un impiegato dell'Accademia politica del BDP Salih Keles sono stati arrestati oggi a Batman. Aslan e Keles erano tra le 44 persone prese in custodia il 4 febbraio a Batman nell'ambito di un operazione contro il "KCK City Council". Aslan e Keles erano stati rilasciati dal giudice in attesa di un processo, tuttavia, la polizia li ha di nuovo arrestati per l'obiezione del pubblico ministero sui rilasci. Tra le 44 persone che sono state prese in custodia a Batman il 4 febbraio, 31 sono stati arrestati con l'accusa di "svolgere attività per il KCK". Secondo i dati della Piattaforma per la Solidarietà con i Reporters arrestati (TGDP), 105 giornalisti sono attualmente detenuti in carcere in Turchia. (Il numero è salito a 106 con l'arresto di Aslan). Secondo i dati raccolti dall'agenzia ANF, almeno 71 di questi sono giornalisti kurdi che lavorano per i media kurdi; 29 per l'agenzia DIHA, 16 per il quotidiano Azadiya Welat e 12 per Özgür Gundem. Separatamente, più di 30 distributori di giornali kurdi sono in stato di arresto.
domenica 19 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
A Strasburgo in migliaia per la conclusione della lunga marcia kurda
Una manifestazone organizzata dalle donne attaccata dalla polizia
Ci sono stati numerosi feriti e 35 persone sono state fermate a Mersin, a seguito a un intervento della polizia durante una manifestazione organizzata dalla sezione femminile del sindacato KESK di Mersin. La protesta è stata organizzata per reagire contro l'arresto delle colleghe avvenuto pochi giorni fa. Questa ondata di violenze, si sta verificando pochi giorni prima della giornata internazionale della donna, che si celebrerà l'8 marzo. La tensione è aumentata quando la polizia ha impedito ai partecipanti di dirigersi verso l’edificio del Comune di Mersin, per la lettura di un comunicato stampa. Nermin Karasu, Segretario della Egitim Sen, ha espresso la ferma intenzione di proseguire la marcia. La polizia si era resa disponibile nel consentire la manifestazione, a patto che nessuno dei partecipanti cantasse slogan o sventolasse bandiere o striscioni. La protesta è proseguita ma quando le manifestanti hanno iniziato a sventolare le bandiere e a cantare slogan, gli agenti le hanno immediataente caricate. La giornalista Zeynep Kūris che lavora per l’Agenzia DIHA, è stata minacciata dalla polizia, che le ha impedito di filmare gli attacchi. Tra le persone fermate, si segnalano i presidenti delle sezioni locali dei sindacati SES, BES e dell' Haber-Sen, alcuni membri dei sindacati Halkevi e Egitim-Sen, il Presidente dell’ SDP di Mersin, uno studente e due giornalisti di Evrensel. ANF/MERSIN
venerdì 17 febbraio 2012
Genova per il Kurdistan
L’Associazione Senza Paura-Restiamo Umani Onlus organizza una serie di iniziative dedicate alla cultura kurda, patrocinate da Antrocom Onlus e dal Comune di Genova. Una mostra fotografica (dal 18 al 24 febbraio), un incontro pubblico (sabato 18 Febbraio, ore 15.30) e un concerto (sabato 24 febbraio, ore 21 - musicista kurdo Mübin Dünen, con strumenti tradizionali) alla scoperta di usi e costumi di una popolazione poco conosciuta.
Scrittore kurdo in carcere
Lo scrittore kurdo Mehmet Güler, autore del libro "Il caso KCK: Lo Stato globale e i kurdi senza stato", arrestato il 13 febbraio a Van con altre sei persone nell'ambito dell'inchiesta KCK è stato incarcerato giovedi con l'accusa di essere membro di un'organizzazione "terrorista". Almeno 149 persone sono state arrestate lo stesso giorno durante operazioni simultanee in 28 città, contro il partito kurdo BDP e alcuni sindacati. 15 sindacaliste donne, uno scrittore e un giornalista sono tra gli arrestati. Mehmet Güler è già stato oggetto di numerose cause e le sue opere sono state sequestrate diverse volte. Il suo libro di giornalismo investigativo "Il caso KCK: lo stato globale e i kurdi senza stato", è stato pubblicato nel maggio 2010 dalla casa editrice belga Éditions, sotto la direzione di Ragip Zarakolu, anche lui in carcere dalla fine di ottobre 2011. Il libro è stato sequestrato dal tribunale penale di Istanbul per "propaganda di un "organizzazione terroristica". Lo scrittore kurdo aveva già trascorso quasi dieci anni nel carcere di Ankara, quando era uno studente di storia all'Università di Ankara. Oggi, la Turchia è la più grande prigione al mondo per i giornalisti e gli scrittori. Almeno 106 giornalisti tra cui vari scrittori sono dietro le sbarre. www.actukurde.fr
Nove sindacaliste arrestate
Quattordici sindacaliste donne sono state prese in custodia nell'ambito dell'inchiesta KCK (Unione delle Comunità kurde), tra queste, nove sono state sottoposte a custodia cautelare. E 'stato riportato che il procuratore ha chiesto chiarimenti sulle loro attività sindacali. Con domande del tipo: "Perché avete organizzato un'azione l'8 marzo (Giornata internazionale della donna)?" Il procuratore ha voluto anche sapere perché i sindacati organizzano una manifestazione il 28 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'accusa verso le sindacaliste è di essere parte di un'organizzazione illegale. Il 13 febbraio la polizia ha fatto irruzione presso le sedi della Confederazione dei sindacati del settore pubblico (KESK), del Sindacato europeo dei dipendenti pubblici per l'assistenza sanitaria e sociale (SES) e l'Unione dei Lavoratori comunali (TÜMBELSEN). ANF / ANKARA
giovedì 16 febbraio 2012
50 arresti e 3 feriti per l'anniversario della cattura di Ocalan
NEWS CENTRE (DİHA) - Le proteste di ieri per l'anniversario della cattura del leader del PKK Abdullah Öcalan si sono trasformate in scontri di piazza in diverse città quando la polizia non ha permesso le manifestazioni. Tre persone sono state ferite da proiettili di plastica e almeno 50 sono state arrestate ad Adana, Mersin, Diyarbakir e Istanbul. Migliaia di agenti di polizia, veicoli blindati e panzer hanno invaso molti quartieri di queste città. Ad Adana due bambini sono stati presi in custodia. Quindici persone sono state prese in custodia a Mersin dopo che la polizia ha attaccato i manifestanti che avevano eretto barricate. Scontri di piazza hanno avuto luogo in molti quartieri di Diyarbakir. Otto persone sono state arrestate. I manifestanti si sono scontrati con la polizia anche nel centro di Silvan dove una densa nube di gas lacrimogeni ha invaso la città per diverse ore. Un bambino di dieci giorni è stato ricoverato per intossicazione. La polizia ha effettuato perquisizioni ieri sera nella città di Adana in connessione con le proteste del 15 febbraio. Trenta persone, la maggior parte bambini, sono stati presi in custodia.
La Lunga Marcia a 70 km da Strasburgo
La lunga marcia per la "Libertà per Ocalan e lo status politico per il popolo kurdo" è a soli 70 chilometri da Strasburgo, dove domani ci sarà la riunione finale. Oggi i manifestanti marceranno verso il Parlamento Europeo e presenteranno un documento riguardante le loro richieste. ANF / STRASBURGO
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