lunedì 19 marzo 2012

Istanbul: ucciso dalla polizia dirigente kurdo del BDP

Sarà sepolto oggi, dopo l'autopsia Hacı Zengin, di 57 anni, che ha perso la vita domenica ad Istanbul in seguito al feroce attacco della polizia sulla folla che stava per celebrare il Newroz (Capodanno kurdo). Il dirigente del BDP era segretario della sede del partito di Arnavutköy. È stato riferito che è stato colpito da un candelotto di gas lacrimogeno lanciato dalla polizia. Istanbul ieri è diventata un campo di battaglia con la polizia determinata a non lasciare che la gente festeggiasse il Newroz. È stato riferito che almeno 165 persone sono state arrestate a Istanbul e si hanno notizie di torture e molestie nelle stazioni di polizia. ANF ​​/ ISTANBUL

1 Report delegazione italiana a Diyarbakir

Centinaia di migliaia di persone sono affluite nella spianata di Baglar, sottomunicipalità di Diyarbakir, ed hanno celebrato, anche quest’anno, il Newroz, nonostante l’imponente dispiegamento di forze di polizia, che ha cercato di impedire l’accesso con ogni mezzo: cariche, lacrimogeni CS, anche dagli elicotteri, watercannon. Quest’anno, il Newroz era stato vietato ufficialmente due giorni prima della celebrazione, con la motivazione pretestuosa che avrebbe dovuto essere celebrato il giorno 21 Marzo! Come se, a decidere la festa di un partito di opposizione, dovesse essere il partito di governo! Anche le nostre delegazioni, sono arrivate con difficoltà alla spianata insieme a decine di migliaia di famiglie, che hanno sfidato il divieto governativo, attraversando viuzze e strade di campagna, per aggirare i blocchi. Dal palco, un colpo d’occhio eccezionale su almeno un milione di persone. All’inizio, un minuto di silenzio con le mani in alto, divaricate a V, in onore dei martiri; “Biji Serok Apo”, (Viva il Presidente Apo), lo slogan più gridato. Sono poi arrivati i bus del partito BDP con i dirigenti e i parlamentari; sono seguiti gli interventi di Osman Baydemir, sindaco di Diyarbakir, di Ahmet Turk, vicepresidente del DTK e parlamentare, Aysel Togluk, copresidente del DTK, Leyla Zana, parlamentare, Selatin Demirtas, copresidente del BDP. Verso le 15,00, la folla è defluita, dando vita a numerosi cortei, non senza provocazioni della polizia e conseguenti scaramucce e scontri, che sono proseguiti nei quartier della città sino a sera. In particolare, alcuni delegati italiani hanno assistito al pestaggio ed all’arresto di un ragazzino nelle periferie, ove gli scontri sono stati più diffusi e continuati. La delegazione italiana a Diyarbakir

domenica 18 marzo 2012

Newroz a Diyarbakir

Newroz a Diyarbakir: un milione di persone per la pace

Nonostante la violenza e le intimidazioni da parte della polizia, un milione di persone è riuscito a raggiungere la zona dove si svolgono i festeggiamenti per il Newroz a Diyarbakir. A partire da questa mattina la gente ha cominciato a riversarsi nelle strade, a piedi, in autobus e in automobile. La polizia ha cercato di bloccare la strada, attaccando la folla con gas lacrimogeni e manganelli, ma non sono riusciti a fermare il fiume umano ansioso di celebrare il Newroz. La folla enorme è la migliore risposta al governo turco la cui unica idea di una soluzione del problema kurdo è con la guerra e la violenza. ANF ​​/ DIYARBAKIR / AMED

Attacchi della polizia a Diyarbakir

Questa mattina migliaia di persone che cercavano di raggiungere l'area delle celebrazioni del Newroz a Diyarbakir sono state attaccate dalla polizia. Tra le persone fermate vi sono il copresidente del BDP Selahattin Demirtas e molti deputati. Nelle aree di Bağlar, Kayapınar e Sur la gente per proteggersi dal feroce attacco della polizia ha eretto barricate. Inoltre la polizia sta impedendo alla gente proveniente da fuori città di raggiungere Diyarbakır. Continuano gli scontri. ANF ​​/ DIYARBAKIR

venerdì 16 marzo 2012

Le celebrazioni del Newroz vietate a Diyarbakir e Van

Diyarbakir (DİHA) - Dopo Istanbul e Ankara, i governatorati di Diyarbakir e Van oggi hanno dichiarato che non permetteranno le celebrazioni del Newroz il 18 marzo. Il presidente del  BDP (Partito della  Pace e la Democrazia), Selahattin Demirtas ha commentato che si tratta di una decisione del governo del l'AKP (Partito della Giustizia e dello  Sviluppo) e ha aggiunto "Nessun esercito, nessuna polizia, nessuna forza può impedire la marcia de popolo kurdo verso la libertà."

Accesi i primi fuochi del Newroz

I primi fuochi del Newroz sono stati accesi e le celebrazioni sono iniziate nella maggior parte delle città kurde. Le celebrazioni del Newroz nei distretti centrali di Bismil, Diyarbakir, Hakkari e Mersin sono state avviate con i fuochi accesi da giovani kurdi. Le celebrazioni ad Hakkari continueranno per due giorni con la presenza di migliaia di persone, compresi i dirigenti del BDP. Un altro grande fuoco è stato acceso nel distretto di Bağlar a Diyarbakır dove i dirigenti del BDP e un gran numero di persone hanno scandito slogan esprimendo il loro impegno per il leader Abdullah Öcalan. Il Newroz nel quartiere Cilek di Mersin ha radunato migliaia di persone di fronte alla sede del BDP. La celebrazione è stata interotta dall'intervento della polizia che, senza alcun preavviso, ha assaltato la massa di gente con gas lacrimogeni e idranti. ANF ​​/ NEWS DESK

giovedì 15 marzo 2012

Quando la redazione va in galera. Libertà di stampa e democrazia in Turchia

Martedì 20 marzo 2012, ore 15,00
Roma, Hotel Bologna, Sala delle conferenze Via di Santa Chiara, 4
Quando la redazione va in galera. Libertà di stampa e democrazia in Turchia, convegno sulle decine e decine di giornalisti incarcerati
“Da oggi sull’home page del sito del sindacato dei giornalisti, www.fnsi.it, è possibile firmare la petizione per liberare i giornalisti della Turchia, rinchiusi a decine nelle carceri di quel Paese. L’appello è rivolto al capo del Governo Tayyp Erdogan, perché abbia termine la vera e propria persecuzione giudiziaria contro giornalisti che hanno avuto il solo torto di fare onestamente il loro lavoro e di credere nel diritto-dovere di informare l’opinione pubblica. L’iniziativa della Fnsi, all’interno di una più vasta azione della Federazione internazionale ed europea dei giornalisti (Ifj e Efj), si propone di ‘adottare’ virtualmente due colleghi rinchiusi nelle carceri turche. I loro nomi sono: Bedri Adanir, turco di origine curda, e Baha Okar, le cui storie umane e professionali potrete leggere appunto sul sito Fnsi. L’iniziativa di adozione dei due colleghi turchi, partita dalla Fnsi, sarà illustrata martedì prossimo, 20 marzo, dalle 14 in poi, nella sala dell’ex Hotel Bologna in Roma, oggi sede del Senato, nell'incontro dal titolo: ‘Quando la redazione va in galera. Libertà di stampa e democrazia in Turchia’.

mercoledì 14 marzo 2012

Febbraio nero per i diritti umani

Secondo un rapporto rilasciato dalla Fondazione turca per i diritti umani (TİHV), 963 persone sono state prese in custodia e 168 persone sono state incarcerate nel solo mese di febbraio. La relazione sottolinea gli arresti dei bambini e l'isolamento in corso del leder del PKK Abdullah Öcalan. nella relazione viene citata anche la chiusura di istituzioni come il Dilek Serin organizzazione di supporto all'istruzione a domicilio, la Dersim Alevi Acedemy di Dersim e l'Orhan Dogan Evi per il sostegno all'istruzione a Batman, nonché la sospensione delle trasmissioni di Roj TV e due siti web oscurati. Per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani nelle prigioni, viene sottolineata la negazione delle visite per gli avvocati del leader kurdo Ocalan, la distruzione di una dissertazione scritta da un prigioniero del carcere di tipo M di Bayburt (perché suggeriva una struttura economica alternativa allo Stato) e le molestie denunciate da dieci prigionieri del carcere di tipo E di Amasya per aver cantato canzoni kurde. Infine, gli arresti di giornalisti, tra cui quello della giornalista della DİHA, Gulsen Aslan. ANF ​​/ NEWS DESK

martedì 13 marzo 2012

Libertà per Abdullah Öcalan! Una soluzione pacifica della questione kurda!

Al fine di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica internazionale sull’isolamento a cui è sottoposto Abdullah Öcalan e sulle continue repressioni esercitate dallo stato turco, i curdi di Roma manifesteranno dal 15 al 19 marzo a Piazza S.Apostoli dalle ore 9 alle ore 19 dove proclameranno uno sciopero della fame a sostegno di Selma Irmak, Faysal Sariyildiz e le centinaia di compagni impegnati in questo estremo atto di sacrificio. Il giorno 20 marzo dalle 18.00 alle 20.00 ci sarà una fiaccolata al Colosseo dove la comunità curda di Roma e la Rete Kurdistan Roma si incontreranno per protestare, affinché la Turchia apra finalmente un tavolo di dialogo con Öcalan e accolga le richieste per la fine della repressione e delle operazioni militari, per il riconoscimento del diritto all’esistenza e alla lingua madre. Ascoltate il grido di tutti coloro che rischiano la vita per la pace e la libertà!

O libertà o libertà

L'Alta Corte Penale ha vietato gli striscioni e i manifesti che sono stati appesi sui muri delle città in occasione delle celebrazioni del Newroz. Tale provveimento è stato giustificato dal fatto che lo slogan "An Azadi, an azadi" (O libertà o Libertà), viene adottato dal PKK e dai nuovi movimenti di resistenza. La Corte ha  affermato che il logo con i tre fiammiferi costituirebbe una forma di "propaganda per la diffusione del PKK". ANF ​​/ AMED

lunedì 12 marzo 2012

Diciotto anni di reclusione per sei studenti

Diciotto anni di reclusione sono stati chiesti per sei studenti dell'Università di Mersin, denunciati per aver violato la legge sulle riunioni e le manifestazioni ufficiali, per resistenza, danneggiando e per aver scandito slogan come "fuori l'AKP dalle università" e "le Università appartengono a noi, non alla polizia". Il governo dell'AKP ha trasformato la Turchia nella più grande prigione per studenti, circa 500 studenti sono attualmente in carcere per aver indossato la kefiah palestinese, cantato slogan, lanciato uova e protestato per avere l'istruzione gratuita. Un esempio di terrore contro gli studenti è avvenuto il 17 novembre 2011 all'Università di Mersin, quando un gruppo di studenti sono stati presi in custodia durante il tentativo di entrare nella sala conferenze dove il Ministro dell'Economia, Zafer Caglayan, stava tenendo un discorso per la cerimonia di apertura dell'anno accademico. Tre anni di reclusione viengono chiesti per ciascuno dei sei studenti, il processo si terrà il 25 marzo. Le prove portate dall'accusa sono le dichiarazioni di dieci agenti di polizia che hanno denunciato gli studenti per avergli gridato "polizia assassina" e gettato sassi. ANF ​​/ MERSIN

Membri del PKK scomparsi dopo il ritorno in Turchia

L’agenzia Diha ha rivelato che il militante del PKK Ziver Çelik, è scomparso dopo essere stato convocato per un interrogatorio a Diyarbakir. L’uomo, che era stato ricondotto in Turchia attraverso la mediazione della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, è svanito nel nulla dopo aver partecipato a un programma televisivo del canale di stato TRT. La madre di Ziver Çelik si è rivolta all’IHD, perché l’aiuti a far luce sulla scomparsa del figlio. Nato nel villaggio di Alayurt (Erbayê) nel 1978, l’uomo si unì al PKK nel 1991, dopo essere stato vittima di pesanti discriminazione mentre lavorava come operaio edile a Konya. Fu catturato dai peshmargas e consegnato alla Turchia nel 1996. Dopo 20 giorni di detenzione presso la base militare di Şırnak, Ziver Çelik è apparso in un programma televisivo, all'epoca noto poiché veniva usato come “arma psicologica”, dalle forze armate turche (TSK) nella guerra contro il PKK. Mentre si trovava in libertà vigilata, Çelik si è recato a Diyarbakır, dove era stato convocato per un interrogatorio, da cui però non ha fatto più ritorno. La stessa sorte è toccata a un altro membro del PKK. Infatti, İbrahim Yüce è scomparso nel 1994, poco dopo essere apparso nello stesso programma televisivo. ANF ​​/ NEWS DESK

venerdì 9 marzo 2012

Roma: Attacco al diritto d’asilo per i perseguitati.

6 marzo 2012 – I Kurdi richiedenti asilo di Roma hanno manifestato contro la chiusura di una delle poche strutture sanitarie specializzate sia nel far fronte ai traumi (specie psicologici) delle torture e persecuzioni subite, sia nel corredare la loro richiesta d’asilo con documentazione medica adeguata. I Kurdi, assieme all’associazione ‘Senza Confine’ e ad altre componenti dell’associazionismo romano che coadiuva il percorso della loro richiesta d’asilo, hanno tenuto un presidio presso l’Ospedale San Giovanni-Addolorata, dove aveva sede l’ “Ambulatorio per le Patologie Post-Traumatiche e da Stress” (della rete Nirast), che la direzione dell’Ospedale aveva repentinamente soppresso il 1° marzo.

giovedì 8 marzo 2012

La Festa della Donna inizia con l'arresto delle donne

Questa mattina la polizia ha fatto incursione in molti uffici e abitazioni di Diyarbakir e Van. E 'stato riferito che molte persone sono poste sotto custodia. Tra di loro c'è la vice sindaco di Yenişehir, Güler Menteş e il giornalista Harmancı Adil. La Presidentessa del Meya-DER Feyza Alınbay, è stata arrestata dopo la perquisizione della sua abitazione. La Signora Cavidan Yalman membro del Consiglio comunale di Engani, l’ex presidente della sezione locale del BDP Kadri Karakas e Sahil Karayel sono state arrestate a seguito della perquisizione delle loro abitazioni. A Van quattro persone sono state prese in custodia tra ieri sera e questa mattina. Mercoledì serà il locale “Silan Kitap Cafe”, è stato messo a soqquadro dalla polizia alla ricerca di libri "illegali".

mercoledì 7 marzo 2012

50 arresti nella città di Adana

Arrestati i giornalisti dell’Agenzia DIHA che avevano riportato gli abusi sui minori nel carcere di Pozanti. Le perquisizioni a cui è stato sottoposto l’ufficio dell’agenzia DİHA di Adana, riportano alla luce per l'ennesima volta le condizioni di precarietà in cui versa la libertà di stampa e di espressione in Turchia. I giornalisti della DIHA di Adana, sono stati i primi a scrivere in merito agli agli abusi su minori commessi nel carcere di Pozantı. Ali Bulus già arrestato e poi rilasciato il 26 dicembre 2011, è stato nuovamente fermato martedì insieme alla collega Özlem Agus,  arrestata per la terza volta in un mese. Nell’operazione di martedì 6 marzo sono state arrestate 50 persone a seguito dei raid condotti dalla polizia ai danni dell’Agenzia  DİHA, nella sede del BDP,  presso l’Associazione Cultura Democratica, l’Associazione per la Ricerca e lo Sviluppo della lingua curda (Kurdi-DER), il Centro Culturale della Mesopotamia (MKM) e in una grande numero di case di Adana. Le operazioni per mettere a tacere i giornalisti della DIHA, sono iniziate pressoché sin dal 4 aprile 2002, giorno in cui è stata fondata l’Agenzia. Ci sono numerosi giornalisti DIHA tra i 36 reporter arrestati il 20 dicembre 2011 nell’operazione che ha colpito in contemporanea Van, Diyarbakir, Istanbul, Ankara, Urfa, Adana, Mersin e Smirne. L’ufficio della DIHA di Batman è stato perquisito il 4 febbraio e il reporter Gulsen Aslan è posto agli arresti con l'accusa di far parte del KCK. Il 13 febbraio scorso, Ismet Mikailoğulları della DİHA di Diyarbakır è stato posto agli arresti nell’ambito di una maxi operazione che ha portato al fermo di oltre 200 persone. ANF ​​

Capodanno kurdo a Roma

programma completo su: europalevante.blogspot.com

martedì 6 marzo 2012

UIKI Onlus: all’Opinione Pubblica

Desideriamo informarVi in merito agli scioperi della fame, intrapresi dai politici curdi detenuti nelle carceri Turche. Il primo gruppo di scioperanti ha iniziato la protesta il 15 gennaio 2012, in occasione del 13°anniversario dalla cospirazione internazionale che ha portato alla consegna di Abdullah Ocalan alla Turchia. Tra i 400 scioperanti ricordiamo i 2 deputati del BDP, Selma Irmak e Faysal Sariyildiz, che si trovano agli arresti, a cui dal 28 febbraio si è aggiunto il collega di Urfa Ibrahim Ayhan. Numerosi esponenti dei sindacati, sindaci e membri delle organizzazioni della società civile curda, stanno aderendo allo sciopero e decine di curdi provenienti da tutta Europa, hanno proclamato uno sciopero della fame a oltranza il 1° marzo a Strasburgo. Selma Irmak, Faysal Sariyildiz e la moltitudine di persone che stanno aderendo agli scioperi della fame, chiedono il rilascio di Abdullah Oclalan e la fine delle strategie di annientamento che il Governo AKP sta attuando ai danni della popolazione Curda.

venerdì 2 marzo 2012

Turchia: 29.366 violazioni dei diritti umani nel 2011

ANF ​​/ DIYARBAKIR / AMED - Il nuovo rapporto dell'IHD (Human Rights Association) afferma che nel 2011 nella regione kurda sono state registrate 29.366 violazioni dei diritti umani, un incremento sostanziale rispetto all'anno precedente, in cui 23.520 violazioni erano state denunciate. Nella relazione è stato sottolineato l'aumento rispetto agli anni precedenti, di scontri a fuoco, vittime civili e arresti così come un aumento di oltre il 100 per cento della tortura e dei trattamenti inumani. "Purtroppo il 2011 è stato un anno intenso di guerra, invece che un anno di pace e di soluzione per la questione kurda", ha detto il segretario dell'IHD di Diyarbakır, Raci Bilici. Bilici ha anche notato che le violazioni del 2011 ricordano quelle degli anni '90 e che il paese è diventato quasi 'un campo di concentramento' a causa dei numerosi arresti di politici, giornalisti, avvocati, accademici, studenti, sindacalisti e difensori dei diritti umani. Bilici ha dichiarato che la tortura e i trattamenti inumani sia sotto custodia che per le strade è aumentato notevolmente e ha aggiunto: "L'AKP [Partito della Giustizia e Sviluppo] e la magistratura tacciono sulla tortura e la brutalità della polizia nelle strade, ma adottano un atteggiamento spietato nei confronti di coloro che stanno cercando di denunciare la tortura e la violenza". Il rapporto ha inoltre sottolineato l'alto tasso di violazioni dei diritti nelle carceri e l'indifferenza del Ministero della Giustizia. L'isolamento imposto al leader del PKK Abdullah Ocalan e gli scioperi della fame dentro e fuori le carceri per protestare contro l'isolamento di Ocalan hanno spinto l'associazione per i diritti umani ad affermare che "la politica di isolamento deve immediatamente terminare". Nella relazione vengono evidenziate le violazioni dei diritti delle donne, il sostegno insufficiente da parte dello Stato alle vittime del terremoto in Van, la questione delle fosse comuni e degli omicidi irrisolti.
Di seguito l'elenco di violazioni:

giovedì 1 marzo 2012

14 studenti universitari arrestati a Bingöl

La mattina del 29 febbraio la polizia ha effettuato raid simultanei presso le case di molti studenti dell'Università di Bingöl. 14 sono stati arrestati, la polizia ha anche sequestrato riviste e libri che si trovano nelle case perquisite. Si dice che gli arresti siano stati eseguiti su istruzioni della Procura della Repubblica di Diyarbakır. Gli studenti sono detenuti presso la caserma di polizia di Bingöl e non sono autorizzati a vedere i loro avvocati per motivi di riservatezza sull'indagine. ANF / BİNGÖL